13 Agosto 2016

Italia a crescita zero brusco stop del Pil il governo annaspa

Italia a crescita zero brusco stop del Pil il governo annaspa
il dato negativo in controtendenza nell’ ue brutte notizie pure dal deficit: più 70 mld

FT: «PER RENZI COLPO BASSO» L’ economia italiana si ferma nel secondo trimestre, in quello che è un «colpo» al premier, Renzi. Lo afferma il “Financial Times”, sottolineando che la debole “performance” italiana renderà più difficile per le banche del Paese lavorare sui crediti deteriorati. La pausa della ripresa potrebbe avere ricadute sul referendum costituzionale: «Molti italiani vedono il referendum come una’ opportunità per valutare la “performance”» di Renzi, e un’ economia debole potrebbe pesare sulle sue di possibilità vittoria. Secondo il Codacons, i dati relativi al Pil «dimostrano che l’ Italia non riparte e che le previsioni di crescita della nostra economia sono state del tutto disattese. Si tratta di un nuovo fallimento per le politiche economiche del governo Renzi – afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi – Il dato sul Pil, infatti, fa seguito alla deflazione che ancora perdura, al calo delle vendite, alla flessione della produzione industriale e alla crescita della disoccupazione. E’ evidente che le scelte compiute dall’ esecutivo non solo non hanno prodotto i risultati sperati, ma stanno aggravando la situazione del Paese». ROMA. L’ economia italiana rallenta fino a fermarsi. Nel secondo trimestre il Pil (prodotto interno lordo) registra una crescita zero rispetto al trimestre precedente. Un risultato a sorpresa: non solo rispetto alle previsioni, ma anche rispetto al contesto europeo che comunque cresce – seppure di poco – in linea con le attese. Come se non bastasse, il debito pubblico segna un nuovo record, arrivando sempre più vicino ai 2.250 miliardi. Ma il Tesoro rassicura: il dato sul Pil fermo «non costituisce una sorpresa», così come non stupisce il volume del debito. Dopo i dati negativi fatti registrare da altri indicatori degli ultimi giorni, ieri è stato il Pil a confermare le magagne dell’ economia italiana: nel secondo trimestre, rileva l’ Istat nella stima preliminare, il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dello 0,7% rispetto al secondo trimestre 2015. Numeri inferiori alle attese (Confindustria aveva preventivato un +0,3%) e non proprio incoraggianti, considerato anche che il periodo fra aprile e giugno dell’ anno in corso ha avuto una giornata lavorativa in più rispetto sia al trimestre precedente, sia al secondo trimestre del 2015. Avanti di questo passo, se nei prossimi due trimestri si dovesse registrare una variazione congiunturale nulla, il Pil del 2016 si fermerà a +0,6%: al di sotto delle principali previsioni già limate al ribasso (+0,9% per il Fmi; per la Banca d’ Iitalia sotto l’ 1%; mentre nel Def è ancora al +1,2%, ma è probabile che venga rivisto al ribasso nel prossimo aggiornamento). Questo rischia di mettere in difficoltà il governo: secondo Nomisma, l’ istituto di studi economici con sede a Bologna, infatti, ades so si riduce ulteriormente lo spazio per una manovra espansiva in autunno. Pertanto, i consumatori e i sindacati tornano a chiedere alla politica uno scatto in avanti per dare nuovo impulso alla crescita. A rallentare è anche l’ Eurozona, ma con dati in linea con le attese. Il Pil dell’ area della moneta comune nel secondo trimestre è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’ 1,6% su base annua. Analogo andamento per l’ Unione europea a Ventotto Paesi (+0,4% sul trimestre precedente e +1,8% sull’ anno). In particolare, la Germania si conferma la locomotiva d’ Europa con un Pil oltre le previsioni a +0,4%. Superano le stime anche l’ Olanda (+0,6%) e la Grecia (+0,3%), mentre in Francia (che aveva diffuso il dato già il mese scorso) la cre.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this