Snami e Codacons «Caso osteoporosi nessun danno dai medici di base»
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fonte:
- La Sicilia
VITTORIO ROMANO «Troviamo molto singolare che una notizia così importante come il caso osteoporosi venga fuori allo scadere dei trenta giorni concessi all’ Asp dalla Corte dei Conti, e giusto a ridosso di Ferragosto. Se l’ Asp avesse le carte in regola non farebbe grancassa dell’ avvenimento l’ ultimo giorno». Lo dice Francesco Pecora, presidente provinciale dello Snami, all’ indomani della notizia, pubblicata in esclusiva sul nostro giornale, che la Corte dei Conti ha chiesto all’ Asp i nomi dei 30 medici di famiglia maggiori prescrittori e che l’ elenco sarebbe già pronto. «Sono trascorsi due anni – riprende Pecora – da quando erano stati chiesti chiarimenti su quindici medici che risultavano essere maggiori prescrittori in ciascuna delle nove Asp siciliane. Otto aziende provvidero subito e la storia finì lì. L’ Asp di Catania invece decise di colpevolizzare tutti i medici di famiglia nonché gli specialisti ambulatoriali, quest’ ultimi, cosa che a noi appare strana, comunque spariti come d’ incanto da ogni diatriba». Compito dell’ Asp, secondo Pecora, «è occuparsi della salute dei cittadini, non creare terrorismo tra i medici con grave nocumento per la popolazione. I problemi con la Corte dei Conti li avrà l’ Asp con i propri responsabili, che di danno erariale ne hanno creato tanto e non solo con la presunta storia dell’ osteoporosi. Siamo noi medici che abbiamo richiesto l’ intervento pesante della Corte sulla storia osteoporosi. E su nostra richiesta è stato aperto un fascicolo giudiziario dalla Procura di Catania, con udienze già fissate peri primi mesi del prossimo anno. In quella sede le parti porteranno le proprie ragioni in nome della legalità. E in quella sede i medici otterranno tutte quelle risposte che non sono state esaudite, a cominciare dal furto dei supporti magnetici avvenuto nel dipartimento del farmaco con i dati contestati, dei calcoli sulle somme ripetuti decine di volte e sempre aggiornati perché sbagliati, dell’ aver attribuito iperprescrizioni a medici che non hanno mai prescritto quel tipo di farmaci e addirittura lettere di contestazione a medici che a quel tempo non avevano la convenzione». Pecora chiede nuovamente l’ intervento «dell’ Ordine dei medici, perché il vaso è colmo». Sulla vicenda osteoporosi interviene anche il Coda cons. «Quello che non ci piace affatto è la velata minaccia, rivolta ai medici che non hanno ritenuto di dover giustificare il proprio comportamento prescrittivo nelle procedure previste dall’ Asp, di rientrare successivamente in questi famigerati elenchi. Senza voler entrare nella correttezza di tutto l’ iter amministrativo predisposto dai dirigenti Asp – si legge nella nota – è intollerabile che con questa iniziativa ferragostana si condizionino e si vessino ancora di più i medici di famiglia, minando ancor di più la serenità del loro lavoro, già compromesso da uno sfibrante e sfiancante corpo a corpo Asp “versus” medici di famiglia che dura ormai da oltre un anno e mezzo e ha portato a una drastica riduzione delle prescrizioni, non solo per i farmaci per l’ osteoporosi, ma anche per tutte le altre categorie». Il Codacons quindi «si trova costretto a chiedere l’ intervento della Procura, del ministro della Sanità, dell’ assessore regionale, del presidente dell’ Ordine dei medici e del sindaco della città metropolitana, perché vengano ristabilite le condizioni per una corretta assistenza sanitaria ai cittadini della provincia».
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