A Centola il rebus dell’ Osservatorio: è llegale e pubblico
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fonte:
- La Città di Salerno
il comune ha vinto i ricorsi contro l’ ordine di distruggerlo. ma l’ opera non è mai stata inaugurata ed è preda di vandali
CENTOLA. «Il famoso panettone? Non è del Parco, chiariamolo subito». Il mostro edilizio come figlio illegittimo. Partorito e abbandonato. Tommaso Pellegrino però ne prende giustamente le distanze. È presidente dell’ Ente Parco del Cilento da pochi mesi e quel rettangolo di cemento piantato nella valle che sorveglia Palinuro, non appartiene alla sua storia. Chi ha concepito l’ Osservatorio per lo studio della migrazione degli uccelli tra le gole del Mingardo, nel 2004 è riuscito nell’ impresa di alzare tre piani abusivi in un’ area di 180 ettari di verde. La paternità è divisa tra la Regione che finanziò l’ opera, il Comune di Centola che l’ ha voluta e l’ impresa di Pontecagnano che l’ ha eseguita. Gli indagati sono andati a processo ma la prescrizione è questione di mesi, almeno per il reato di abuso edilizio. La cronistoria è una pagina esemplare di spreco all’ italiana. L’ idea nasce dopo la cessione a una cifra simbolica di tutta l’ area alla Regione da parte dell’ Eni e si concretizza nel 2004 grazie ai fondi europei (circa un milione di euro, più un altro milione successivo per il suo completamento) che l’ ente di via Santa Lucia, guidato da Antonio Bassolino , assegna al progetto e al Comune. L’ edificio è costruito però in difformità, 50 metri avanti rispetto al progetto originario. Proprio sul cucuzzolo. Non è mai inaugurato, sarà devastato. Nel 2010 è sequestrato dalla Forestale su mandato della procura di Vallo, l’ anno dopo Lipu e Codacons ne chiedono l’ abbattimento, che è intimato poi da Regione e Ente Parco. Ma il Comune non ci sta e ricorre al Tar, che nel 2014 gli dà ragione e lo riconsegna agli amministratori di Centola indicandone il recupero. Da due anni, il silenzio. «Il progetto ospitava anche una ventina di cellette residenziali per il mondo accademico, stanze laboratorio, una custodia fissa che non si capisce come avrebbe potuto presidiarlo – dice Fernando Sileo , capo della Forestale di Vallo – Un’ idea campata in aria, realizzata anche con materiale scadente, ancor più difficile da demolire perché opera pubblica e non privata». Il sindaco di Centola, Carmelo Stanziola , è vago sulla destinazione. «Interloquiamo con la Regione per vedere se restano gli stessi interessi per cui fu realizzato. Stiamo verificando con Comunità montana, Regione, Parco e Università altre ipotesi di sviluppo». Resta il rebus demolizione. «Non mi sento di dire se sarà demolito o no» taglia corto Stanziola, che ha ereditato il “panettone” dal suo predecessore Romano Speranza . Il nuovo presidente del Parco sembra avere le idee più chiare. «Lo vedrò presto dal vivo – spiega Tommaso Pellegrino – Il mio principio è che laddove ci sono strutture realizzate abusivamente e non hanno alcuna utilità e la legge ce lo consente, bisogna eliminarle e dare un segnale di ripristino ambientale e di legalità. Mi verrà chiesto un parere e io lo dirò. Non l’ avrei fatto, a parte il fatto che è abusivo, lì si è sbagliato tutto. Ma non mi piace fare demagogia e credo che l’ autorevolezza si fa con le azioni». Pellegrino annuncia una nuova stagione, che potrebbe ripristinare quella interrotta di Tarallo , e annuncia la prima demolizione del suo corso: la struttura adiacente all’ Osservatorio astronomico a Petina. «Andrà giù nei prossimi giorni coi soldi del Parco». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
ferruccio fabrizio
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