Prof in video, esposti in procura
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fonte:
- il Tirreno
li ha presentati codacons che ha anche chiesto l’ intervento del ministero
PRATO La vicenda dei dirigenti scolastici che hanno chiesto ai docenti di inoltrare la propria candidatura accompagnata da un video di presentazione a figura intera, finisce alla Procura della Repubblica. Il Codacons ha inviato infatti ieri un esposto alle Procure di Pistoia e di Prato – città sede degli istituti scolastici dai quali è partita la richiesta del video ai docenti – nonché al ministero dell’ Istruzione, chiedendo di valutare l’ opportunità di una apposita indagine sull’ accaduto. «La modalità di presentazione delle auto-candidature, richiesta dai dirigenti dei due istituti: Pier Cironi a Prato e l’ istituto comprensivo Frak-Carradori a Pistoia, risulta essere a dir poco sconcertante ed inaccettabile per una vasta gamma di motivazioni – scrive il Codacons nell’ esposto – In primis, ciò che salta subito all’ attenzione è sicuramente la circostanza che in nessun provvedimento legislativo (legge 107/2015 e Linee Guida del MIUR) è previsto che i dirigenti scolastici possano vestirsi di una autorità tale da potersi attribuire la facoltà di richiedere video di presentazione (a figura intera) come modalità per auto-candidarsi ad un posto vacante di docenza. Difatti la disciplina di riferimento – prosegue Codacons – prevede che i Dirigenti debbano richiedere ai docenti i relativi curricula ed eventualmente effettuare colloqui di persona o in remoto (quindi tramite l’ utilizzo di strumenti appositi). Ma null’ altro viene riferito in merito alla possibilità di richiedere video di presentazione». «Pertanto – prosegue il Codacons – sulla base delle considerazioni sopra fatte, le modalità di presentazione delle auto-candidature imposte dai due istituti scolastici dovrebbero essere considerate prive di qualunque fondamento giuridico che le possa legittimare». Inoltre secondo l’ associazione di tutela dei consumatori, la condotta tenuta dai dirigenti degli istituti «potrebbe rappresentare una pericolosa lesione del diritto alle pari opportunità di ogni persona, uomo o donna che sia». Per questi motivi il Codacons ha chiesto alle due Procure di «accertare la situazione denunciata e se nei fatti possano celarsi a carico di tutti coloro che risulteranno responsabili, eventuali fattispecie penalmente rilevanti, soprattutto avuto riguardo al reato di abuso di ufficio. Al ministero dell’ Istruzione l’ associazione ha invece chiesto di “emanare – nel minor tempo possibile – ulteriori e più chiare linee guida».
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