4 Agosto 2016

Il Tar respinge il ricorso sul canone Rai in bolletta

Il Tar respinge il ricorso sul canone Rai in bolletta

Dichiarazioni di «non-detenzione» agili e non sproporzionate, tali da escludere a prima vista profili di incostituzionalità. Va all’ agenzia delle Entrate e al Mef il primo round processuale sul canone Rai tv “in bolletta” (elettrica). Il Tribunale amministrativo del Lazio, Sezione Seconda Ter, ha infatti respinto, all’ esito della camera di consiglio di martedì, il ricorso d’ urgenza presentato dalla associazione Altroconsumo, ricorso sostenuto ad adiuvandum anche da Codacons e Associazione utenti dei servizi radiotelevisivi. Obiettivo del ricorso al Tar, che ora seguirà i binari del procedimento ordinario, era l’ annullamento – previa sospensione per il lamentato periculum in mora – dei provvedimenti del 24 marzo scorso e del 21 aprile «canone di abbonamento alla televisione per uso privato ai sensi dell’ articolo 1, comma 153, lett.a) della legge 28.12.15 n.208 e approvazione del relativo modello; e del decreto del ministero dello Sviluppo economico n.94 del 13 maggio scorso pubblicato in Gazzetta ufficiale il 3 giugno. Secondo i giudici (presidente Pietro Morabito, estensore Maria Laura Maddalena) però, pur rimessa al merito – fase successiva del procedimento – la valutazione delle eccezioni processuali sulla ammissibilità e tempestività del ricorso, «esso non pare presentare profili di fondatezza in relazione alla dedotta questione di costituzionalità della legge 208/2015 né in relazione alle ulteriori censure, atteso che le modalità previste per la dichiarazione di non detenzione dell’ apparecchio televisivo non appaiono eccessivamente onerose né sproporzionate, e d’ altro canto soddisfano esigenze di uniformità e completezza delle dichiarazioni da rendere, anche al fine di evitare un possibile contenzioso». Quanto al periculum, il Tar ha preso atto della dichiarazione dell’ avvocatura dello Stato secondo cui l’ Agenzia «sta accettando tutte le dichiarazioni di non detenzione anche presentate entro il termine ultimo, anche se non redatte sul modulo predisposto purché conformi nella sostanza alle indicazioni che il modulo prescrive». In sostanza i giudici danno atto, almeno in questa fase cautelare, che l’ uscita dal “canone in bolletta” per chi non ha più – o non ha mai avuto – un televisore è un’ operazione «non particolarmente onerosa» e neppure «sproporzionata». Ma questo è solo il primo round di una battaglia che si preannuncia lunga. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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