«Sempre in fila per mestiere»
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fonte:
- Il Gazzettino
conselve, sceglie la professione di codista per privati e aziende. «costo 10 euro all’ ora»
In Italia i cittadini sono da sempre vittime delle code e delle attese per poter accedere agli uffici, nonostante la “sburocratizzazione” e l’ utilizzo di sistemi informatici. Tuttavia, in molti casi ancora è necessario andare, come si suol dire, per uffici, per poter ottenere documenti. Per questo è nata una nuova professione, quella del “codista”. Ne esistono pochi in Italia e ancor meno nel Veneto ed uno dei precursori è Federico Ostellari, 58 anni, di Conselve. «Il codista – spiega il diretto interessato – è colui che, per definizione del contratto collettivo nazionale del lavoro, disbriga le pratiche dell’ azienda per conto terzi». La fila è la fase terminale del lavoro, dato che a monte bisogna raccogliere le informazioni che poi fanno chiudere la pratica sia con l’ esborso di denaro oppure la sua contestazione. «Tutto si svolge secondo le regole – precisa Ostellari – io rilascio gli originali dei pagamenti e delle eventuali spese sostenute, costi di viaggio, parcheggio, ed emetto quindi la ricevuta del lavoro svolto. Il costo, come per tutti i codisti, è di 10 euro all’ ora di coda effettiva». Secondo una ricerca del Codacons le ore perse dai cittadini nelle file ammontano a 190 pro capite, in aumento nonostante l’ informatizzazione. Racconta Ostellari: «Il mio lavoro consiste nell’ aiutare l’ azienda, che soprattutto in determinati periodi dell’ anno fatica ad impegnare del personale nel disbrigo di pratiche, ma anche il privato può avere bisogno del codista, un pensionato, un disabile o semplicemente una persona che non ha voglia di sobbarcarsi un mezza giornata negli uffici di Inail, Inps, Agenzia delle entrate, Equitalia». Il conselvano Ostellari è arrivato a questa nuova professione dopo anni di lavoro come socio di diverse aziende. «Ho così potuto maturare l’ esperienza necessaria ad affrontare la complicata macchina burocratica e dato che due mesi fa ho interrotto la mia collaborazione con un’ azienda locale, ho deciso di rimettermi in gioco». L’ idea non è del tutto nuova, ma è stata ideata da Giovanni Cafaro, il precursore dei codisti. «Ho conosciuto Cafaro grazie ad una trasmissione televisiva e mi è subito sembrata una bella idea, sentendo anche il successo che lui stesso ha incontrato fin quasi da subito: dopo aver frequentato il corso abilitante alla professione e instaurato una solida collaborazione professionale ho cominciato proprio in questi giorni l’ attività».
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