30 Luglio 2016

Caccia ai mostriciattoli alla chiesa di S. Stefano

Caccia ai mostriciattoli alla chiesa di S. Stefano
la moda anche a
mariano tra i ragazzi è scoppiata la “pokemon go” mania il sagrato si
trasforma in palestra. “pokestop” nelle vie ferrari e dei cipressi

Un gruppo di giovani fermi, smartphone alla mano, davanti alla chiesa di Santo Stefano. Oppure poco più in là, nei pressi della rotonda che collega via Cardinal Ferrari a via Dei Cipressi. Immobili per una buona manciata di minuti. Eppure no, non sono intenti a immortalare in uno scatto le bellezze nostrane; piuttosto sono alle prese con l’ applicazione Pokemon Go. I mostriciattoli creati nel 1996 da Satoshi Tajiri, dopo essere finiti nei Game Boy della Nintendo, sono tornati in versione 2.0. E anche a Mariano è esplosa la “Pokemon Go” mania. Buffi animaletti colorati tutti da “catturare” in un pallina bianca e rossa, l’ ormai celebre “pokeball”. E così in diversi angoli della città si notano piccoli eserciti di ragazzi alla ricerca di Pikachu, Mew, Bulbasaur e Charmander. Realtà aumentata L’ applicazione sfrutta le potenzialità della “realtà aumentata”, ovvero crea un ponte tra il mondo reale e quello virtuale facendo perno sulla fotocamera e sui sistemi di Gps e Google Maps ormai incorporati in ogni smartphone. Di volta in volta si aprono quindi diverse schermate sul cellulare del giocatore, che mostrano nella strada dove si cammina la presenza o meno di un pokemon. «Una bella rivoluzione che ti costringe a uscire di casa per prendere parte al gioco – commenta Fabio Alberti, Video Producer e Social Media Manager di Mariano – Devi infatti camminare per poter trovare i Pokemon ,e questo a mio avviso è già un buon punto a favore dell’ applicazione». Un’ app che seppur da poco disponibile per i cellulari ha già accesso le prime polemiche. Aria di censura «In questi giorni la Codacons ventila la possibilità di vietarla in Italia perché porta le persone a distrarsi ad esempio mentre sono alla guida – prosegue Alberti – Io credo però che l’ utilizzo dell’ applicazione spetti poi al buonsenso del singolo individuo. In auto mi posso distrarre anche perché rispondo semplicemente a un messaggio, insomma non è il gioco in sé il problema». Intanto a Mariano è Pokemon Go mania. La chiesa Santo Stefano si presenta agli occhi dei giocatori in una nuova veste di palestra, un luogo dove far combattere le creature tra di loro. A ridosso della rotonda che collega via Cardinal Ferrari a via Dei Cipressi e vicino al cimitero si trovano invece i “pokestop”, ovvero luoghi dove si possono “acquistare” strumenti utili alla finalità del gioco. L’ obiettivo infatti è solo uno: completare la cattura di tutti i Pokemon. Una caccia al tesoro in versione hi-tech e che non conosce confini geografici. «Altro luogo di interesse a due passi dalla città, la Porada di Seregno – conclude Alberti – Insomma, per giocare è chiaro che devi uscire di casa e alla fine tante volte ti ritrovi insieme ad altri ragazzi che non conosci nello stesso posto». • Silvia Rigamonti.

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