Tutto l’ orgoglio Ubi dopo gli stress test «Noi secondi in Italia»
-
fonte:
- L`Eco di Bergamo
le
reazioni massiah: «l’ esito dell’ esame ha confermato la nostra
solidità, già dimostrata nelle prove del passato: è frutto di gestione
patrimoniale prudente ed efficiente»
Prima i complimenti all’ intero sistema bancario italiano, poi la soddisfazione per il risultato di Ubi, che porta il gruppo, nonostante le sollecitazioni forti che questo esame europeo comportava, ad uscirne non solo indenne, ma rafforzato. Questo il Massiah-pensiero l’ indomani dell’ esito degli stress test che nel Continente hanno generato molte conferme, qualche dubbio e più di uno scricchiolio. Non per Ubi Banca però, che per quanto riguarda il Cet 1 ratio, principale indicatore di solidità patrimoniale, scenderebbe all’ 8,85% nel 2018 nello scenario avverso, mentre nello scenario base salirebbe al 13,01%. Una performance che proietta l’ istituto tra i primi in assoluto nel superamento dei test e il consigliere delegato è lì a rimarcarlo, snocciolando dati e classifiche lusinghiere per il suo gruppo. Intanto però, come detto, Massiah sottolinea, nel suo insieme, «il positivo risultato del sistema italiano, che ha dimostrato una capacità di resistenza a eventuali shock, superiore a quelle di altri paesi europei». Poi passa a valutare il risultato di Ubi, dichiarando la sua grande soddisfazione per «l’ esito dell’ esercizio, che, in termini d’ mpatto generato nello scenario avverso, posiziona il nostro gruppo al secondo posto in Italia e al sedicesimo fra le 51 banche europee sotto esame». Per il consigliere delegato quindi il risultato conseguito «ha confermato la resilienza del gruppo, come peraltro già evidenziato in occasione degli stress test passati. Risultato tanto più rilevante in quanto la solidità dimostrata negli ultimi anni è stata supportata da un percorso strategico di prudente ed efficiente gestione patrimoniale con conseguente generazione interna di capitale». I primati di Intesa E a proposito delle altre banche italiane coinvolte negli stress test, quella uscita meglio dagli esami europei è senza dubbio Intesa e non può che rimarcarlo il suo consigliere delegato Carlo Messina che a sua volta elenca alcuni primati del suo istituto: «Dopo questi stress test siamo i più forti in Europa tra le grandi banche in termini di solidità patrimoniale ed i nostri coefficienti superano ampiamente le richieste dei regolatori, anche nello scenario più avverso.Inoltre è importante sottolineare anche come Intesa Sanpaolo si ponga come miglior banca europea in termini di bassa leva finanziaria, con una dotazione di risorse liquide in eccesso rispetto ai requisiti previsti al 2018». Anche il presidente di Assopopolari, dopo l’ esito degli stress test commenta: «Ora il cielo è più sereno: il sistema bancario italiano è sicuro», aggiungendo che «le Popolari hanno un coefficiente patrimoniale medio ben più alto di quello richiesto dalla legge. Ora, però, anche l’ Ue deve darsi una regolata e non sconvolgere ancora, con propri provvedimenti, la fiducia degli italiani e i conti delle banche con normative dispendiose». In controtendenza invece i consumatori di Codacons secondo cui Abi e il ministro dell’ Economia Padoan diffondono un «ottimismo immotivato», mentre i risparmiatori italiani «non dimenticano che la situazione attuale segue la distruzione dei piccoli patrimoni di una vita, con gli obbligazionisti rovinati dal decreto salva-banche».
maurizio ferrari
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- BANCA
-
Tags: Banche, stress test, Ubi
