Il salva bimbi dimenticati in auto
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fonte:
- Il Messaggero
IL SENSORE Gli ultimi tragici fatti di Livorno, dove una bimba di 18 mesi è morta dopo essere stata dimenticata in auto dalla madre, hanno riportato l’ attenzione delle cronache su un fenomeno inquietante che ogni estate si ripresenta: quello dei vuoti di memoria, dei blackout, che a volte colpiscono genitori di neonati o proprietari di animali. IL PRODOTTO Tuttavia, la tecnologia oggi propone delle soluzioni che possono aiutare ad evitare dimenticanze che possono rivelarsi fatali. Ad esempio infatti esiste Remmy, un dispositivo ideato nel 2013 da due papà bolognesi, Carlo Donati e Michele Servalli. Remmy monitora infatti la presenza dei bambini in auto. Si tratta di un sensore di forma quadrata che si posiziona sotto la fodera del seggiolino e si collega all’ accendisigari. Grazie a due tipi diversi di led colorati, il device, tramite dei segnali sonori, avvisa in tempo reale il genitore alla guida dell’ auto in caso di spostamenti pericolosi dei bambini (ad esempio la cintura di sicurezza che viene slacciata). Ma soprattutto, ogni volta che si spegne il motore, emette un altro suono che non smette finché il dispositivo non viene spento manualmente, e che ricorda così della presenza dei bimbi in auto. Un funzionamento simile, in pratica, a quello dei sistemi di avviso montati nelle automobili per non dimenticare i fari accesi, o per sollecitare ad allacciare le cinture. Remmy costa 60 euro nella versione singola, mentre per avere una coppia di dispositivi, da applicare a due diversi seggiolini, ci vogliono 80 euro. Si può acquistare online, tramite il sito www.remmy.it, oppure su piattaforme e-commerce come Amazon. L’ utilizzo di certi dispositivi viene da tempo caldeggiato dal Codacons, che dopo la tragedia di Livorno di pochi giorni fa si è nuovamente rivolto alle case produttrici di automobili per chiedere di integrarli nelle macchine moderne. A.A. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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