Una vita tra la famiglia e i campi, il paese piange “Pierino” Ferrari
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fonte:
- Il Cittadino
Tutti i giorni, con il buio o con il sole, a piedi o in bicicletta, Pietro Ferrari faceva la sua passeggiata. Venerdì sera, l’ uomo, classe 1940, è stato investito mentre si trovava in sella alla sua bici e per lui non c’ è stato nulla da fare. La tragedia è avvenuta ad Arcagna, sulla provinciale 16 Lodi-Zelo, la stessa che aveva percorso tante volte anche a causa della sua passione per la pesca. Proprio in prossimità dell’ attraversamento ciclopedonale, prima del ponte del canale Muzza, intorno alle 21.30, l’ uomo è stato investito. L’ automobilista 36enne, a bordo della Mercedes, anch’ egli sotto schock per l’ accaduto, risultato negativo a tutti i test, ha dato subito l’ allerta al “118”. Ma quando i sanitari sono arrivati sul posto non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’ uomo. Quest’ ultimo, secondo le prime ricostruzioni, stava attraversando sulle strisce quando è stato investito, ma la dinamica è al vaglio dei carabinieri dell’ aliquota radiomobile di Lodi intervenuti sul posto. Ieri il presidente del Codacons Marco Maria Donzelli ha lanciato un appello chiedendo che sia abbassato il limite di velocità in città e sulle strade extraurbane pericolose ad almeno 30 chilometri orari. Pietro, per tutti Pierino, era un’ istituzione in paese, lo conoscevano tutti. La sua passione per la campagna l’ aveva portato a lavorare alla cascina Mazzucca e poi a dare una mano, come guardiacaccia, alla cascina Lazzara. «Era una persona molto discreta e cordiale, dedita al lavoro e alla sua famiglia – annota il parroco don Stefano Maria Grecchi -, una famiglia molto unita». Il parroco da subito è stato vicino alla moglie e al figlio Marco. «Era una brava persona – commenta il sindaco Vittorio Gargioni -, Quando sono arrivato sul posto, c’ erano lui e la macchina in mezzo alla strada». Una scena che nessuno vorrebbe mai trovarsi di fronte. La procura ha aperto un’ inchiesta per omicidio e la salma è stata posta sotto sequestro. «I carabinieri avevano capito che poteva essere una persona del paese -annota Gargioni – perché non aveva i documenti. Poi dal numero di telefono sono risaliti all’ indirizzo dell’ abitazione. Quella dove è stato investito è una zona buia,ma credo davvero che si sia trattata di una fatalità». L’ ex sindaco Luca Ferrari lo conosceva molto bene. «C’ eravamo visti la settimana scorsa – racconta -. Lui è stata l’ ultima persona che ha parlato con mio papà Cècu, prima che morisse, e ci eravamo fermati a parlare un po’ di lui. Poi l’ avevo rivisto al funerale di Angelo Cremaschi. Era veramente una brava persona. Quando pensi a due brave persone dovevi per forza pensare a lui e alla moglie, sempre dediti al lavoro. Pierino era un uomo molto affidabile, una persona di cui uno può dire solo bene. Non si meritava certo una morte così. Se andavi all’ Adda lo trovavi lì. Chissà quante volte aveva fatto quella strada. Era sempre sereno, presente, pacato, mai sopra le righe. Una persona che meritava davvero tanto rispetto».
cristina vercellone
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