29 Luglio 2016

Istat: inflazione a luglio +0,2% su mese, -0,1% su anno

Istat: inflazione a luglio +0,2% su mese, -0,1% su anno

A luglio l’ inflazione rialza (un po’) la testa. Lo rileva l’ Istat. A luglio, infatti, l’ indice dei prezzi al consumo è – al lordo dei tabacchi – salito dello 0,2% rispetto a giugno. Mentre cala su base annua (da 0,4% di giugno 2015 a 0,1%di giugno 2016). L’ inflazione acquisita per il 2016 è pari a -0,1% (era -0,2% a giugno). Il ridimensionamento della flessione su base annua – spiega l’ Istat – è dovuto, da una parte, all’ accelerazione della crescita dei prezzi degli alimentari non lavorati (+1,5%, da +0,7% di giugno), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,8% da +0,4%) e dei trasporti (+0,7%, da +0,2%). Dall’ altra, ai prezzi degli energetici regolamentati, il cui calo si riduce (-5,9% da -6,8%). Insomma, il continuo calo del beni energentici (-7,0% rispetto a luglio 2015), sebbene meno ampio di quello registrato a giugno (-7,5%), continua a spiegare la diminuzione dei prezzi al consumo, seppur contenuta, che si registra su base annua nel mese di luglio. Al netto di questi beni, infatti, l’ inflazione accelera rispetto a giugno ed è pari a +0,6% (era +0,4%). Su base annua, dieci divisioni di spesa presentano prezzi in aumento e due in diminuzione. Tra quelle in aumento, i prezzi dei servizi ricettivi e di ristorazione (+0,8% a luglio 2016 su luglio 2015, da +0,4% di giugno 2016 sul giugno 2015) registrano un’ accelerazione della crescita, come quelli delle comunicazioni (+1,5%, da +1,2), dei prodotti alimentari e bevande analcoliche e di ricreazione, spettacoli e cultura (+0,5%, da +0,2% di giugno per entrambe) e di altri beni e servizi (+0,4%, da +0,1% di giugno). Bevande alcoliche e tabacchi (+2,1%), mobili, articoli e servizi per la casa e servizi sanitari e spese per la salute (+0,3% per entrambe) e istruzione (+1,2%) segnano una crescita stabile. Registrano un rallentamento, di lieve entità, invece, solo i prezzi dell’ abbigliamento e calzature (+0,4%, da +0,5%). Per le divisioni di spesa i cui prezzi sono in calo, la flessione si riduce di ampiezza, in misura maggiore per abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-2,0%, da -2,4% del mese precedente) e in misura minore per i trasporti (-2,2%, era -2,3% a giugno). Va poi anche considerato il fatto che siamo nella stagione delle vacanze e dei viaggi. L’ aumento dell’ indice generale dei prezzi al consumo rispetto a giugno è anche dovuto, principalmente, a fattori stagionali che determinano la crescita congiunturale dei prezzi dei servizi di trasporto (+2,5%) e di quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,7%). «I dati sull’ inflazione diffusi oggi dall’ Istat sono solo una illusione ottica – ha affermato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi -. La deflazione che attanaglia il paese appare in rallentamento solo perchè sono aumentati i prezzi e le tariffe nel settore dei trasporti e in quello delle vacanze – spiega Rienzi – Un fenomeno che si ripresenta puntuale ogni anno: nei mesi estivi crescono i prezzi dei biglietti aerei, marittimi ferroviari, le tariffe di stabilimenti, campeggi, alberghi e strutture ricettive, e piu’ in generale tutto il comparto turistico adatta i listini all’ alta stagione. Questo porta a falsare i dati sull’ inflazione, che appaiono in miglioramento solo per effetto di una illusione ottica». Nella realtà, ha concluso il presidente del Codacons, « i consumi generali delle famiglie ancora al palo hanno conseguenze pesanti sui listini al dettaglio se gli italiani non comprano, i prezzi non aumentano, e fino a che non si spezzerà questa spirale perversa non sara’ possibile attendersi sensibili miglioramenti per la nostra economia» © Riproduzione riservata.

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