Lidi da «nababbi», è polemica
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
il presidente del codacons chiede le scuse dei balneari: «non hanno letto l’ i n d ag i n e »
• La classifica dei dieci lidi più «cari» d’ Italia stilata dal Codacons continua a scaldare gli animi. «Proteste ridicole, non hanno letto la nostra indagine», replica il presidente nazionale dell’ associa zione dei consumatori, C a rl o Rienzi, ai gestori degli stabilimenti balneari del Salento. Loro, in maniera garbata, hanno contestato il fatto che nella classifica non sia stato indicato il nome del lido extralusso salentino oggetto dell’ indagine o almeno la località precisa in cui si trova. Il Codacons, infatti, ha optato per un generico «Salento», il che equivale a «sparare nel mucchio», peraltro proprio nel pieno della stagione turistica, come giustamente rimarcato dalle associazioni dei balneari. Eppure, secondo Rienzi, i gestori salentini hanno torto marcio. Anzi, pretende non solo le loro scuse formali, ma anche un invito al Codacons a trascorrere qualche giorno di vacanza in Salento, nei migliori lidi della zona. «Ovviamente con tutte le spese a loro carico», ha aggiunto. Un commento ironico, almeno dal suo punto di vista. Rienzi è convinto che i gestori degli stabilimenti salentini abbiano fatto una fi guraccia. «Se si fossero presi la briga di leggere la nostra ricerca – sostiene – avrebbero scoperto che il Codacons ha lodato i servizi di alto livello forniti agli utenti dai lidi presi in esame, che rappresentano la migliore offerta esistente oggi in Italia sul fronte balneare». Quindi torna a spiegare: «Se esistono stabilimenti che affittano tende e tutto il ne cessario per trascorrere una giornata al mare a 100 euro, ne esistono ovviamente altri che praticano tariffe minime, e questo è assolutamente un bene perché l’ utente ha tutto il diritto di scegliere quanto spendere al mare e optare per lidi esclusivi». Infine, ribadisce che «l’ indagine del Codacons, diversamente da quanto vorrebbero far credere i gestori dei lidi, non era certo tesa a screditare il Salento, ma anzi a valorizzare la zona che offre, al pari di altre spiagge italiane, stabilimenti di altissimo livello e con servizi esclusivi per chi se lo può permettere». Lungi dal voler alimentare la polemica, il presidente del Codacons di Lecce, l’ avvocato Piero Mongelli, tenta di rasserenare gli animi. «La querelle non ha motivo d’ essere ha dichiarato – forse è frutto di una cattiva lettura dell’ in dagine fatta dal Codacons nazionale. Nella classifica sono state indicate le dieci strutture balneari che hanno costi maggiori. Si parla di struttura – rimarca – non di sistema». L’ avvocato Mongelli svela quindi un dato importante: lo stabilimento preso in esame dall’ indagine del Codacons è una struttura extralusso che si trova nella zona di Brindisi. Un dato che, se fosse stato inserito subito nei comunicati diffusi urbi et orbi dall’ associazione, al posto del generico «Salento», forse avrebbe evitato tutto questo polverone. Ma tant’ è. Ora l’ in vito del Codacons di Lecce è a dare uno sguardo anche uno studio precedente, sempre del Codacons nazionale, che indica il Salento come una delle mete regine dell’ estate 2016 per qualità e convenienza delle strutture.
flavia serravezza
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Tags: Carlo Rienzi, Piero Mongelli, Salento, Spiagge, stabilimenti
