Istat: 4,6 mln in povertà assoluta, record dal 2005
-
fonte:
- Milanofinanza.it
La povertà
colpisce soprattutto le famiglie numerose mentre continua a crescere tra
i giovani. Nel Mezzogiorno si trova in questa condizione il 9,1% delle
famiglie contro il 4,2% nel Centro e il 5% nel Nord. La spesa media
mensile di una famiglia povera è pari a 785,75 euro
di Barbara Pianese Aumentano gli italiani che vivono in condizioni di povertà assoluta. Secondo il report 2015 dell’Istat 4 milioni e 598 mila persone si trovano in questa condizione, il numero più alto dal 2005. Una famiglia, in base all’Istituto di statistica, è assolutamente povera se sostiene una spesa mensile inferiore al valore del paniere di beni e servizi considerato essenziale in base all’età dei componenti del nucleo familiare e alla sua collocazione geografica.
In particolare le famiglie in condizione di povertà assoluta sono 1 milione e 582 mila, pari al 6,1% del totale, dato sostanzialmente stabile rispetto ai livelli stimati negli ultimi tre anni. Andamento negativo, invece, per la povertà assoluta riscontrata tra le famiglie con 4 componenti che aumenta dal 6,7% del 2014 al 9,5% dello scorso anno, ma anche nelle coppie con 2 figli passa dal 5,9 al 8,6% e tra le famiglie non italiane dal 23,4 al 28,3%.
La povertà relativa, invece, risulta stabile e pari al 10,4% rispetto al 10,3% delle famiglie nel 2014 mentre aumenta in termini di persone a 8 milioni e 307 mila, dal 12,9% del 2014 al 13,7% dei residenti. Analogamente a quanto accaduto per la povertà assoluta, nel 2015 la povertà relativa è più diffusa tra le famiglie numerose, in particolare tra quelle con 4 componenti.
Altro fenomeno che emerge dal rapporto è la crescita della povertà nelle fasce dei più giovani. Negli ultimi dieci anni l’incidenza del fenomeno è stabile tra gli anziani al 4,5% dal 2005 mentre continua a crescere nella popolazione tra i 18 e i 34 anni di età dal 3,1% di dieci anni fa al 9,9% e in quella tra i 35 e i 64 anni dal 2,7% al 7,2%.
A livello territoriale è il Mezzogiorno a registrare i valori più elevati di povertà assoluta, riscontrata nel 9,1% delle famiglie, mentre nel Centro si attesta al 4,2% e al 5% nel Nord. Inoltre, l’intensità della povertà l’anno scorso risulta pari al 23,1%, corrispondente a una spesa media per le famiglie povere di 808,36 euro mensili.
Nel Mezzogiorno, alla più ampia diffusione della povertà si associa una maggiore gravità del fenomeno; la spesa media mensile equivalente delle famiglie povere è di 785,75 euro, contro gli 804,23 euro rilevati nel 2014. Nel Nord e nel Centro, dove la spesa media mensile equivalente delle famiglie povere è più elevata, rispettivamente a 841,64 e 853,11 euro, l’intensità è in leggero calo, da 21,5% a 19,9% e da 19,8% a 18,8%.
Nel dettaglio territoriale, Lombardia (4,6%), Emilia Romagna (4,8), Veneto (4,9%) e Toscana (5,0%) presentano i valori più bassi dell’incidenza di povertà relativa. Ad eccezione dell’Abruzzo (11,2%), che mostra un valore dell’incidenza non statisticamente diverso dalla media nazionale, in tutte le regioni del Mezzogiorno la povertà è più diffusa rispetto al resto del Paese; le situazioni più gravi si osservano tra le famiglie residenti in Calabria (28,2%) e Sicilia (25,3%).
I dati diffusi oggi dall’Istat, secondo il Codacons, umiliano l’Italia e gli italiani e dimostrano l’esigenza di interventi concreti per salvare migliaia di famiglie dal baratro. Questo il commento del Codacons secondo cui la crescita del numero di cittadini in condizione di povertà nel 2015 dimostra che la crisi economica non è affatto finita.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
