La piscina senza profughi non piace a sinistra
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fonte:
- Libero
MASSIMO COSTA Per nove anni è rimasta chiusa e abbandonata. Nella vasca vuota e decrepita a volte ci dormivano i barboni, altre volte si accampava qualche gruppetto anarchico con tanto di striscioni e sacchi a pelo. E tutti a chiedersi: quando sistemeranno la Caimi? Quando potremo finalmente tornare a fare il bagno in via Botta? Poi succede che – incredibile ma vero – il Teatro Franco Parenti lì accanto chieda al Comune di poter ristrutturare l’ impianto. Pisapia non ci mette un euro, la Regione ci mette un bel gruzzoletto, gli sponsor un’ altra quota, il teatro fa un mutuo da tre milioni. Si apre un cantiere da 9,5 milioni di euro. Un mese fa compare una piscina nuova di zecca che è un impianto lontano anni luce da altre vasche cittadine. L’ accordo col Comune prevede che in alcuni orari la nuova Caimi sia aperta a tariffe comunali e in altri costi di più; poi ci sono eventi, spettacoli teatrali e aperitivi. Senonché negli ultimi giorni, dopo un articolo del Fatto Quotidiano che criticava (con ironia) il nuovo covo «radical chic» di Milano. E, paradosso dei paradossi, anche parte della sinistra milanese si è schierata contro un’ operazione che ha restituito alla città uno dei suoi gioielli dimenticati. Qualcuno sostiene si dovesse fare un bando pubblico senza una convenzione con il teatro che ha finanziato il restauro, altri non nascondono l’ insofferenza per un posto «troppo bello» se paragonato con altri impianti cittadini. Nell’ ultima campagna elettorale tutti i contendenti si sono riempiti la bocca della mitica collaborazione «pubblico-privato», tirata in ballo soprattutto quando il pubblico non ha un becco di un quattrino (è il caso del Comune). La Caimi, oggi chiamata «Bagni misteriosi», è proprio un raro esempio ben riuscito di collaborazione pubblico-privato. Se c’ è stata qualche irregolarità nella convenzione, come adombrava ieri anche il Codacons, ovviamente bisogna fare piena luce sull’ operato delle istituzioni. Ma che a sinistra si contesti la natura di uno dei pochi progetti portati avanti negli ultimi anni sotto una giunta di centrosinistra è davvero il colmo. Forse qualcuno avrebbe preferito che la Caimi fosse diventata un centro di accoglienza per i profughi, come ormai sta accadendo in mezza Milano (centro compreso). Per fortuna, è soltanto una bella piscina. riproduzione riservata.
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