Codacons agli azionisti: costituitevi parte civile Pecci: paghi il sistema Rimini
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fonte:
- Corriere Romagna
RIMINI. Il gup di Rimini, Vinicio Cantarini, rinvia a giudizio gli ex dirigenti di Banca Carim per falso in bilancio e alcuni anche per associazione per delinquere. E il Codacons invita tutti gli azionisti a costituirsi parte civile nel processo, con la prima udienza fissata per il prossimo 20 settembre. Si tratta dell’ ultimo momento possibile, per cui è necessario che tutti coloro che desiderano essere assistiti, sottolinea l’ associazione, si mettano subito in contatto col Codacons per «evitare di arrivare fuori tempo massimo e di costringere gli avvocati a lavorare in tempi troppo stretti rischiando di commettere degli errori». Intanto, il capogruppo in consiglio comunale della Lega Nord, Marzio Pecci, non si fa convincere dall’ ottimismo che circonda l’ istituto alle prese con l’ ispezione di Banca d’ Italia. «Il Sistema Rimini – commenta – fa quadrato attorno alla Cassa». Prima Unindustria esprime un «sentimento ottimista, pensando che saranno confermati tutti i segnali positivi registrati negli ultimi mesi»; poi il sindaco Andrea Gnassi ribadisce il «positivo auspicio affinchè l’ aggio rnam en to ispettivo confermi nei tempi più adeguati la solidità del percorso di rafforzamento patrimoniale». Pecci, dunque, non condivide questo «ottimismo, dato che i vertici dell’ istituto bancario vengono imputati e rinviati a giudizio e i numeri di bilancio confermano la crisi che ha individuato Banca d’ Italia». Uno scenario del tutto simile a quello di Aeradria, aggiunge. «La triste realtà è che la Cassa di risparmio di Rimini, nel cui capitale sociale c’ è anche la Nuova Banca Etruria (con il 2,64%), non gode ottima salute ed è sorvegliato speciale da parte di Banca d’ Italia». Carim, poi, per Pecci ha un «grossissimo problema irrisolto: quello dei 30 milioni di costi e i 73 milioni di rettifiche su crediti che hanno portato a chiudere il 2015 con 38 milioni di perdite». Senza dimenticare le sofferenze a 590 milioni coperte per il 57,7% e i crediti deteriorati a 920 coperti per il 44,6%. Con questi numeri, conclude, per risanare la Cassa servirebbero almeno 100 milioni. Per cui il «sistema Rimini stacchi l’ assegno. La città ha bisogno di comportamenti trasparenti e corretti, non di chiacchiere».
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