Il Consiglio deserto 2 volte in 4 giorni è già aria di campagna elettorale
-
fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
• G R AV I N A . Quel conto da mezzo milione di euro non s’ ha da pagare. E non è più un capriccio degli inquilini del Municipio, ma una decisione racchiusa in una sentenza giudiziaria. La storia parte da lontano e a raccontarla sono gli attuali amministratori. A cavallo tra la fine degli anni Novanta e l’ inizio degli anni Duemila, e fino a tutto il 2002, il servizio cittadino di trasporto delle persone con disabilità fu effettuato dall’ Asl Ba/3 (oggi Asl Ba/4). Che alla fine, però, presentò al Comune una fattura da mezzo milione di euro. Bolletta mai saldata dal Municipio, per questo citato in giudizio ma alla fine uscito vincitore dalla contesa. Il Tribunale di Bari -sezione stralcio di Altamura ha chiuso in maniera positiva per l’ ente di via Vittorio Veneto, con sentenza del giudice Laura Fazio, la battaglia giudiziaria che vedeva contrapposti dal 2004 l’ Azienda sanitaria e il Municipio gravinese (e con esso altri Comuni del circondario). Al centro dell’ aspro confronto, le pretese economiche legate allo svolgimento del servizio di trasporto dei disabili, svolto per anni da un consorzio individuato a trattativa privata dall’ Asl che però, in seconda battuta, avrebbe voluto addossarne i costi ai Municipi. A difendere l’ ente, sostenendo che lo stesso non fosse tenuto al pagamento, è stato l’ avvocato Lucia Lorusso. Il Tribunale ha infatti riconosciuto la bontà delle motivazioni difensive, legate in particolare all’ assenza di qualsivoglia convenzione tra Asl e Comune e, dunque, alla mancanza di qualsiasi ruolo attivo di quest’ ultimo nella fase di organizzazione e gestione del servizio. «Nella fattispecie – si legge nella sentenza – tra le parti non è mai stato sottoscritto nessun accordo di programma, invece indispensabile non solo per l’ organizzazione funzionale del servizio ma anche per consentire ai Comuni la partecipazione consapevole alle determinazioni operative • SANTERAMO IN COLLE. Aria di caos politico. Lunedì scorso, 11 luglio, ancora una volta il Consiglio comunale è andato deserto. Per la seconda volta consecutiva l’ assemblea non raggiunge il numero legale. Dopo il Consiglio deserto di giovedì 7 luglio si è aggiunto quello dell’ altro ieri. Erano presenti il presidente dell’ Au la Ubaldo Manicone, il sindaco Michele D’ Ambrosio, i consiglieri di minoranza Caponio, Larato, Riviello, Sil letti e Volpe e quelli di maggioranza Labarile, Fraccalvieri e Sampaolo. Tra i punti di discussione della massima assise cittadina, il regolamento disciplinante il conferimento degli incarichi legali di difesa e rappresentanza in giudizio dell’ ente e debiti fuori bilancio. Ma perché è mancato per due volte il numero legale? Per la minoranza si è trattato di «un gesto irresponsabile» da parte della maggioranza, giunto in seguito a dissidi interni. In una nota, Santeramo prima di tutto, Ncd, CoR e Innoviamo affermano: «Non è mai successo nella storia amministrativa del nostro Comune che il Consiglio andasse deserto per due volte consecutive sullo stesso ordine del giorno. Dopo la seduta deserta di giovedì 7, si è aggiunta quella di lunedì 11 luglio. Anche questa volta sui banchi della disintegrata maggioranza si sono presentati 5 consiglieri. Assenti altri 5. Tra questi non si può non sottolineare l’ eclatante assenza dei due consiglieri del Partito Democratico, di cui uno anche è il neosegretario cittadino». Per Giovanni Riviello (Noi con Sal vini Santeramo – èPolitic@), «dopo la duplice figuraccia celebratasi tra il 7 e l’ 11 luglio, anche i più incalliti seguaci della sinistra locale hanno avuto la piena conferma che la nostra città è ormai allo sbando, amministrata da una compagine sempre più rancorosa, con inevitabili conseguenze che si ripercuotono sui malcapitati santer mani. In questo clima da resa dei conti attacca Riviello – nessuno ha più voglia di “alzare la mano” per coprire i capricci di altri, e il nervosismo nei corridoi del palazzo è tangibile. Resta un dubbio». Cioè? «A chi conviene portare a scadenza naturale questa sgangherata compagine? Con quale “f accia” la sinistra locale pensa di ripresentarsi alla città tra meno di 10 mesi?». Interviene anche il locale Codacons: «Mentre i cittadini sono dilaniati dalla crisi che li rende talvolta indigenti, i politici in carica al governo di Santeramo trovano invece la maniera di giocare a rimpiattino, non presentandosi in Consiglio comunale – afferma Ettore Cardinali, responsabile Coda cons Santeramo -, mancando così al proprio dovere assuntosi con l’ ele zione alla carica di consigliere. Tutto ciò si è tradotto, ancora una volta, in un evitabile spreco di soldi pubblici. La macchina amministrativa è stata comunque messa in moto e questo costa soldi ai cittadini e magari qualche dipendente comunale prenderà anche lo straordinario», conclude Cardinali.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
