Denuncia l’ Aca: «Mi minaccia»
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fonte:
- Il Centro
l’ incredibile vicenda di una donna di torrevecchia: le tolgono l’ acqua per bollette (pagate) del 2003
di Edoardo Raimondi wTORREVECCHIA TEATINA L’ Aca Spa è accusata di assumere comportamenti inopportuni e petulanti, nonché minacciosi, nei confronti di cittadini che, al contrario, hanno sempre pagato il servizio idrico. È il caso di A.P., residente di Torrevecchia Teatina che da alcuni anni sta combattendo contro l’ Azienda Comprensoriale Acquedottistica, precisamente dal 4 aprile 2013. In quella data scatta la prima querela. La Pierfelice denunciava il fatto di aver subito una “interruzione della fornitura idrica servente la propria abitazione in Torrevecchia Teatina senza alcun preavviso e nonostante il regolare stato dei pagamenti”. Si affida per questo iter giudiziario – che presto scoprirà essere più lungo del previsto – all’ avvocato Vittorio Ruggieri del Codacons Chieti. Il 5 aprile dello stesso anno parte la diffida: bisogna immediatamente riattivare l’ utenza, in caso contrario si sarebbe provveduto per vie legali (art 700 c.p.c.). Ebbene l’ Aca risponde così, arriva una telefonata: alla Pierfelice viene lamentato il «mancato pagamento di alcune fatture per gli anni 2003 e 2004». Ma queste fatture non vengono precisate e gli importi non dettagliati. Per di più le viene assicurato il ripristino immediato dell’ utenza: morale della favola, una volta depositato il ricorso (ex 700 c.p.c) da parte di Ruggieri, l’ Aca spa provvede a ripristinare il servizio della fornitura idrica solo il primo luglio 2013. Nel frattempo l’ azienda è condannata al pagamento delle spese di giudizio. Nonostante questo, l’ interruzione idrica ai danni della Pierfelice è proseguita per tre mesi. Da qui un ulteriore procedimento di fronte al Giudice di Pace di Chieti «volto ad accertare e dichiarare l’ illegittimità dell’ avvenuto distacco ed a veder condannata l’ Aca al risarcimento del pregiudizio patito per i tre mesi di illegittimo distacco dell’ utenza idrica». L’ ulteriore esito, l’ ulteriore condanna: «Il Giudice di Pace, in persona della dottoressa Sandra Cacciatore, emetteva la sentenza n. 505/14 condannando l’ Aca Spa al pagamento della somma pari a 5mila euro, dichiarando illegittimo sia il distacco che le pretese della società». La signora A.P. ha di nuovo ragione. Ma non finisce qui: arriviamo a tempi più recenti. Alcuni giorni fa la cittadina di Torrevecchia riceve nuovamente due lettere: la società pretende la “costituzione in mora” con “minaccia di distacco dell’ utenza datate 18 maggio 2016 intimanti il pagamento di fatture ormai prescritte”. E infatti quelle fatture si riferiscono agli anni 2003 e 2004, quindi prescritte ai sensi dell’ articolo 2948 c.4. e mai sollecitate in precedenza. La signara A. torna al Tribunale il primo luglio: minacce, petulanza, richieste di pagamento inopportune i capi d’ accusa contro l’ Aca. Così l’ avvocato Ruggieri: «Purtroppo nell’ Aca cambiano le gestioni ma non i disagi per gli utenti. Purtroppo con questa mentalità siamo proprio fuori da qualsiasi logica aziendale. Tutte le nostre imprese saranno spazzate via».
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