Ponte di Christo Codacons e Tav
-
fonte:
- Brescia Oggi
Egregio direttore, in un articolo dei giorni scorsi sugli sviluppi della vicenda Tav Brescia-Verona si annuncia l’ eventualità di una stazione intermedia a Sirmione, su iniziativa del onorevole Parolini. Rammento che la grande opera è denominata appunto Tav, treno ad alta velocità, ma continuano a spuntare richieste di fermate a Brescia, Sirmione; Verona, Vicenza, ecc. Inoltre la si racconta anche come trasporto merci (per servire le aree produttive, ecc.). Insomma di che stiamo parlando? È una linea Tav o qualcos’ altro? Per far questo come noto si prevedono infrastrutture devastanti e di forte impatto ambientale del territorio e con costi astronomici (6-7 volte rispetto a opere simili all’ estero). La proposta di Sirmione rivela altresì il vero scopo di queste opere, distribuire soldi ai vari enti locali e amici sotto voci come compensazioni o opere di propaganda a uso personale di qualche politico di turno e di quantomeno dubbia, se non nulla utilità, specie in relazione al rapporto costi-benefici. Peraltro il mese scorso il presidente delle Ferrovie nell’ annunciare la soppressione dello «shunt» di Montichiari, sottolineava l’ esigenza di riservare risorse per il traffico locale di lavoratori, studenti e operatori, potenziando le linee esistenti. Questi concetti sopraesposti sono da anni spiegati e rivendicati dal Movimento NoTav che ormai quotidianamente trova ragione delle sue tesi. Va rimarcato poi che questi che propongono la costruzione di Tav, stazioni, tangenziali e altre opere di grave impatto , sono gli stessi che richiedono la nomina di sito Unesco per il Garda. Conoscendo i criteri di assegnazione di questo titolo (in primis il minor intervento dell’ uomo sugli ambienti naturali), mi auguro che le Commissioni preposte applichino alla lettera le regole e non concedano al Garda tali titoli in presenza di tutte quelle mostruosità di cemento che vediamo e si continuano a costruire. Di converso in un altro articolo a corredo di servizi sulla passerella di Christo sul lago d’ Iseo, si annunciano ricorsi del Codacons su presunti danni e disagi a cittadini e strutture di trasporto e soccorso derivanti indirettamente dall’ opera dell’ artista, della durata di 15 giorni e che non lascerà traccia dopo rimossa. L’ osservazione che sovviene, oltre che informarsi piuttosto della positiva ricaduta economica per operatori commerciali della zona a fronte di pochi e brevi disagi, personalmente ho riscontrato grande efficienza e organizzazione, è che questi enti «quaccheri» come il Codacons, ma anche ingegneri saccenti e altri gruppi, non si sentono mai protestare per gli impatti devastanti e permanenti(e non per 15 giorni cui seguirà rimozione dell’ opera e ripristino dell’ ambiente naturale) delle grandi opere quali Tav, Brebemi, tangenziali, discariche. Come sempre ci si fa belli con le opere e ingegno di chi sviluppa idee «sane» e rispettose dell’ ambiente ma si tace sui poteri forti (banche, costruttori, politici) che impongono opere distruttive per sempre e costosissime per la collettività tutta. Avanti così, continuiamo a farci del male.Danilo ZeniLONATO DEL GARDA.
lonato del garda
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- VARIE
