PASSERELLA CHRISTO: INVIATO ESPOSTO CODACONS A CORTE DEI CONTI
ECCO IL TESTO DELL’ATTO PRESENTATO DALL’ASSOCIAZIONE IN CUI SI CHIEDE DI VERIFICARE SPESE A CARICO DEI CITTADINI
E’ stato inviato questo pomeriggio l’annunciato esposto del Codacons alla Corte dei Conti della Lombardia relativo alla passerella realizzata dall’artista bulgaro Christo sul Lago d’Iseo. Una denuncia con cui l’associazione non contesta l’opera in se, ma i disservizi legati alla gestione e organizzazione della passerella e le relative spese a carico della collettività.
Scrive il Codacons nell’esposto:
“Ad oggi, alla luce della grandissima affluenza di visitatori, è legittimo ritenere che sia mancata quella preventiva fase di previsione circa il reale impatto sulle cittadine locali e sui servizi essenziali. E segnatamente:
E’ indubbio che tale affluenza abbia reso necessario rendere disponibili molti presidi ospedalieri e mezzi di soccorso, in quanto l’evenienza (in molti casi verificatasi) di malori e piccoli/medi incidenti ha di fatto ingolfato il sistema dei soccorsi. Come è noto, il maltempo, già nel primo giorno di apertura, aveva messo in risalto tutte le problematicità relative a questa installazione nel contesto del Lago d’Iseo, tanto da registrarsi feriti (3 gravi e 40 interventi sanitari) e necessità di evacuazioni, con trasferimenti, anche con codice rosso, in ospedale.In alcuni casi si è dovuto fare ricorso anche all’eliambulanza, ed in altri all’invio ripetuto di mezzi di soccorso da parte dei Vigili del Fuoco, per domare incendi e falsi allarmi. Si sono verificati pure rischi di scontro tra battelli e passerella. Anche i trasporti, non solo hanno messo in luce le gravissime conseguenze in termini di ritardi e code, ma hanno assistito ad episodi di incidenti più o meno significativi, anche con scontri in galleria con sette feriti, Tali interventi realizzati da parte dei presidi ospedalieri e delle forze di soccorso pubblico, hanno messo in risalto un impiego di risorse economiche e di personale che, di fatto, ha finito per gravare esclusivamente sui cittadini e non sull’autore dell’opera.
Orbene, se “The Floating Piers” ogni giorno determina nuovi record di presenza non di meno rilevanti sono le ricadute sul territorio. Nei paesi limitrofi a Sulzano si registrano notevoli lamentele da parte dei commercianti che non solo denunciano l’assenza di un aumento degli affari, ma anzi, una loro riduzione. A determinare tale calo sarebbero proprio tutti i motivi di criticità sopra esposti, laddove i migliaia di turisti che si recano a vedere la “Passerella” o perché stanchi per le lunghe code o perché non invogliati da una politica preventiva di informazione turistica e di programmazione, di fatto hanno incentrato il flusso turistico solo nei riguardi dell’opera di Christo, non producendo nessun indotto per il territorio.
E’ indubbio che la scelta della località del lago d’Iseo, per l’esposizione/installazione di una opera capace di attrarre milioni di turisti e di portare cultura internazionale a disposizione della platea di utenti residenti nella Lombardia, costituisca un momento importante di crescita e di sviluppo.
Al tempo stesso, programmare questo evento – al fine di assicurare che i benefici sopra ricordati possano realmente soddisfarsi senza il pregiudizio di altri valori altrettanto meritevoli di protezione e tutele – impone e avrebbe imposto una maggiore programmazione e preventivazione dell’impatto sul territorio sia in termini di pregiudizi che di individuazione di azioni idonee a migliorare e catalizzare il turismo per la crescita del territorio”.
Tutto ciò considerato il Codacons “ritiene opportuno richiamare l’attenzione della Procura contabile per fare chiarezza sulla gestione e destinazione dei fondi pubblici in relazione all’evento di cui in premessa, ben potendosi evidenziare situazioni non conformi ad un corretto operato tanto nella gestione dei servizi pubblici essenziali (trasporti, servizi di ambulanza ed elisoccorso, pronto intervento anche dei vigili del fuoco) che nella programmazione di un evento, al fine esclusivo di creare un indotto economico e non solo per la comunità di riferimento”.
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