23 Giugno 2016

Bpvi, 10 soci alla banca: restituiteci 150 milioni

Bpvi, 10 soci alla banca: restituiteci 150 milioni
da padova azione
legale per ottenere il risarcimento dei soldi investiti nelle azioni
dossier sui magistrati: il csm ascolterà i vertici di procura e
tribunale di vicenza

Dieci imprenditori veneti trascinano in tribunale la Popolare di Vicenza. I loro investimenti, quantificati in 150 milioni di euro, sono ormai ridotti a carta straccia dopo l’ aumento di capitale dell’ istituto di credito che ha di fatto azzerato il valore dell’ azione Bpvi. Del gruppo fanno parte azionisti storici e risparmiatori che si sono affidati a Pop Vicenza in epoche più recenti. Sono assistiti dallo studio legale padovano Spinazzi Azzarita Troi che ha avviato una serie di cause civili davanti ai giudici delle Sezioni specializzate in materia di impresa del Tribunale di Venezia. Ogni tentativo di mediazione con l’ istituto di credito berico è naufragato nel nulla. Pop Vicenza ha respinto ogni tentativo di definizione stragiudiziale delle vertenze. Cinque cause sono già decollate, le altre prenderanno il via a breve. Le prime udienze sono calendarizzate nel mese di luglio quando l’ istituto di credito sarà chiamato a costituirsi in giudizio illustrando la sua linea difensiva. Gli azionisti si suddividono in due gruppi: nel 70% dei casi sono investitori non finanziati, cioè risparmiatori che hanno acquistato le azioni della banca con denaro proprio, mentre il restante 30% rappresenta quelle che vengono definite «operazioni baciate». Si tratta cioè di imprenditori che hanno ottenuto dalla Pop Vicenza finanziamenti per l’ acquisto delle stesse azioni, versando i relativi tassi d’ interesse. Nella quasi totalità dei casi hanno cercato di cedere i loro titoli a partire dalla fine del 2014 ma si sono scontrati con un mercato bloccato che ha reso impossibile qualsiasi operazione di vendita. Ora hanno deciso di rivolgersi ai giudici per ottenere l’ annullamento dei finanziamenti, le risoluzioni dei contratti di acquisto delle azioni e i relativi risarcimenti, per un importo che supera in totale i 150 milioni di euro. Secondo i ricorrenti, patrocinati dall’ avvocato Mario Azzarita, partner dello studio legale padovano, Pop Vicenza non avrebbe potuto perfezionare nessuna di quelle operazioni. Per i finanziamenti collegati all’ acquisto delle azioni vengono contestate sia la violazione dell’ articolo 2358 del codice civile che quella dell’ articolo 21 del Testo unico in materia di finanza: vietano entrambe l’ assistenza finanziaria alle società per azioni. In altre parole l’ istituto berico non si sarebbe comportato con correttezza, non agendo nell’ interesse dei clienti. Ma anche chi aveva investito risorse proprie avrebbe ragioni da vendere: gli acquisti ed il mantenimento delle azioni in portafoglio sarebbero avvenuti sulla base di prospetti informativi irregolari. La banca avrebbe fornito rassicurazioni sul valore delle azioni e sulla loro liquidità che alla lunga si sono rivelate non veritiere e tutt’ altro che aderenti alla realtà. Il patrimonio rappresentato dall’ istituto di credito agli organi di vigilanza sarebbe stato superiore a quello effettivo: nel calcolo dell’ ammontare complessivo sarebbero stati considerati a torto anche i capitali finanziati. Banca Popolare Vicenza non avrebbe infine rispettato un preciso impegno assunto con l’ investitore, ovvero l’ opportunità di riacquisto delle azioni in qualsiasi momento. A fine 2015 gli azionisti avrebbero potuto cederle ad un prezzo di 48 euro, con perdite contenute rispetto ai 62,50 euro spesi per comprarle. Dal fronte dei contenziosi ieri è arrivata anche la notzia che il gruppo romano Sorgente ha aperto un contezioso con Pop Vicenza per 25 milioni relativo a un’ acquisto di titoli avvenuto a fine 2014. Infine il Csm sentirà il 6 luglio il presidente del Tribunale e il procuratore di Vicenza sul fascicolo aperto, dopo l’ esposto del Codacons, sui magistrati che si sono occupati nel corso degli anni della Pop Vicenza. © riproduzione riservata.

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