22 Giugno 2016

DIRIGENTI E RC AUTO, PRONTE NOVITÀ

DIRIGENTI E RC AUTO, PRONTE NOVITÀ

 Marianna Berti Il dirigente pubblico che non raggiunge gli obiettivi fissati rischia lo stipendio e il posto. Nulla nella Pubblica amministrazione sembra più scontato nella carriera da capo, almeno stando alla bozza del decreto di riforma della dirigenza. Il provvedimento riprende le direttrici della delega Madia, con l’ abolizione delle fasce, la creazione di ruoli unici e nuove regole sull’ accesso. A proposito, vincere il concorso non dà più una garanzia a 360 gradi, per essere confermati occorre passare anche un esame. Quanto ai dirigenti «esterni», si va verso una soglia unica del 10%. Ma la stesura del testo è ancora in corso. Per ora si tratta quindi solo di un primo quadro che dovrà essere completato, e soprattutto si dovrà decidere se collegare il decreto al Testo Unico sul pubblico impiego. Quanto ai tempi, l’ obiettivo è quello di essere pronti entro luglio, insieme al secondo «pacchetto Madia». Tornando alla dirigenza, trovano conferma le indiscrezioni già emerse, per cui se un dirigente rimane senza incarico per sei anni e il suo ultimo mandato si era chiuso con una «bocciatura» allora decade. Non solo, per ogni anno che passa ci sarà un taglio del 10% della paga base. Per non perdere il lavoro si potrà anche optare per un declassamento a funzionario e se c’ è l’ accordo con l’ amministrazione si potrà essere anche al servizio di enti no profit. La «vigilanza» sulla dirigenza sarà affidata a una Commissione ad hoc, che, a livello di PA centrale, terrà le redini sul conferimento degli incarichi, sulle selezioni e avrà poteri sui procedimenti disciplinari per il licenziamento. Guardando a chi un incarico lo ha ottenuto, non è detto che tutto fili liscio: se si sta sotto i target previsti per quell’ ufficio non si può essere rinnovati (la formula è 4+2) e in relazione «alla gravità dei casi» può arrivare la revoca. O una decurtazione della paga «fino all’ 80%». Tra le altre novità anche la banca dati del sistema della dirigenza pubblica, con curriculum e «pagelle». Inoltre viene sancita la cadenza annuale dei concorsi, con l’ accesso consentito solo ai muniti almeno di laurea specialistica. Intanto, un secondo emendamento al ddl Concorrenza presentato in Senato dai relatori Salvatore Tomaselli (Pd) e Luigi Marino (Pd) ipotizza la «scatola nera» nelle auto come obbligo e non più solo come incentivo per ottenere gli sconti sulla polizza rc auto. I primi veicoli a doverne essere necessariamente dotati, secondo quanto previsto dall’ emendamento, saranno quelli pubblici, poi toccherà anche a quelli privati, «senza maggiori oneri per i cittadini», si specifica nel testo che non prevede nemmeno nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. La modifica però non convince i consumatori; il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, è infatti convinto che sia «assolutamente impossibile garantire che i costi relativi alle scatole nere sulle autovetture non ricadano sugli utenti» e per evitare che vengano traslati sugli utenti finali – attraverso incrementi di tariffe e prezzi – il Codacons ha chiesto che l’ installazione della scatola nera resti una scelta volontaria. La commissione Industria del Senato, che sta continuando a esaminare il provvedimento ormai da diversi mesi, ha nuovamente accantonato gli emendamenti che riguardano gli articoli 3 e 7 della legge, proprio quelli sulla trasparenza dei prezzi delle polizze, sugli sconti rc auto previsti anche a seguito dell’ installazione della scatola nera e su quelli per gli automobilisti virtuosi del Mezzogiorno. Secondo quanto riferito da fonti parlamentari, questi ultimi nodi saranno oggetto di una verifica del Pd in una prossima riunione sull’ argomento.
 
 

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