Pop Vicenza, blitz nella sede finanziamenti sotto la lente
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fonte:
- Il Gazzettino
la fiamme
gialle acquisiscono documenti relativi ai fidi concessi tra il 2012 e
il 2014 oltre agli ex vertici, sotto inchiesta anche la banca per
presunti controlli inadeguati
Nuovo blitz della Guardia di Finanza in Popolare Vicenza mentre la Procura di Udine mette sotto inchiesta per truffa quattro direttori di filiale in Friuli. La perquisizione dei finanzieri si è svolta nella sede centrale della Popolare di Vicenza a due passi dal centro città ed è stata decisa dalla Procura della Repubblica, che ha in corso un’ inchiesta sulla gestione dell’ istituto di credito che aveva già portato alla clamorosa operazione del 22 settembre 2015. Il filone principale dell’ inchiesta per aggiotaggio e ostacolo alla Vigilanza si riferisce al periodo 2012-2014 e riguarda l’ acquisto di azioni della banca tramite finanziamenti, 975 milioni di euro, erogati agli azionisti dallo stesso istituto di credito, in misura tale da costituire violazione delle norme del diritto bancario. La banca avrebbe, dunque, finanziato – secondo l’ ipotesi investigativa scaturita da segnalazioni dei nuovi manager della banca e dall’ ispezione della Bce – una parte consistente del suo stesso capitale azionario, superando i limiti consentiti. Si tratta degli ormai tristemente famosi finanziamenti baciati. Nel mirino anche fidi al gruppo di Alfio Marchini, ex candidato sindaco al Comune di Roma. Gli indagati restano i sei già conosciuti: l’ ex presidente Gianni Zonin e gli ex consiglieri Giuseppe Zigliotto e Giovanna Maria Dossena, l’ ex consigliere delegato Samuele Sorato e i due ex vice direttori generali Emanuele Giustini e Andrea Piazzetta. Indagata anche la Banca per responsabilità amministrativa, in relazione a una presunta inadeguatezza dei modelli di controllo interno. «Cercavamo documenti che non erano ancora stati acquisiti, per un confronto con quelli già oggetto della prima perquisizione, e che abbiamo trovato», ha detto all’ agenzia Ansa il Procuratore capo di Vicenza, Antonino Cappelleri. Si tratta in particolare della documentazione cartacea e informatica riguardante i finanziamenti concessi dagli ex vertici della Vicentina nel periodo 2012-2014, e tra essi quelli concessi a Marchini, ai gruppi Fusillo e Degennaro. In particolare Marchini, così come risulta anche dalle ispezioni effettuate dalla Bce, ha ottenuto alla fine del 2014 un totale di 76,2 milioni di euro; i Fusillo hanno avuto 10,3 milioni; i Degennaro sono stati invece finanziati con 27,75 milioni. La Popolare di Vicenza ha fatto sapere che dirigenti e funzionari hanno dato «piena e serena collaborazione con gli inquirenti». Il consigliere delegato Francesco Iorio precisa: la banca «è la prima ad essere interessata a fare chiarezza sul passato». Il banchiere ha quindi ribadito «il proprio impegno incondizionato a ristabilire quel clima di rinnovata trasparenza e fiducia necessario per proseguire nel rilancio della banca, a beneficio dei suoi clienti, azionisti, dipendenti e dei territori in cui la banca opera». La linea è la solita dall’ inizio dell’ inchiesta: porte aperte e grande trasparenza. Una linea confermata anche col nuovo socio di controllo, il fondo Atlante, che il 7 luglio potrebbe vedere la svolta in assemblea con il via libera all’ azione di responsabilità verso gli ex vertici che si individueranno colpevoli del dissesto costato 1,4 miliardi di perdite nel 2015 e l’ azzeramento delle azioni per i 120mila soci, oltre 6 miliardi di risparmi bruciati. «In attesa che i documenti sequestrati oggi siano analizzati dalla magistratura, riteniamo indispensabile procedere a sequestro cautelativo dei beni della banca. Ciò a garanzia dei risarcimenti in favore dei risparmiatori dell’ istituto vicentino», afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi: «Le perquisizioni eseguite sono un passo importante verso la verità e consentiranno di fare luce sulla gestione della banca». Ma per il Codacons resta essenziale il sequestro cautelativo dei beni «perché se emergeranno illeciti relativi al piazzamento delle azioni al pubblico, gli investitori potranno ottenere il rimborso integrale dei propri investimenti».
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