22 Giugno 2016

Pop Vicenza, la Finanza nel quartier generale

Pop Vicenza, la Finanza nel quartier generale

inchiesta per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza

VICENZA Si approfondisce l’ indagine della magistratura vicentina, che l’ anno scorso aveva aperto un’ inchiesta per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza, sulla gestione dei fidi della Bpvi. Sotto i riflettori gli anni dal 2012 al 2014 con presidente Gianni Zonin e in particolare le concessioni ai gruppi Marchini, Fusillo e Degennario, oltre che a migliaia di altri clienti, di ogni capacità creditizia. Il procuratore capo Antonino Cappelleri ha ieri inviato la guardia di finanza a cercare una serie di pratiche. «Cercavamo documenti che non erano ancora stati acquisiti, per un confronto con quelli già oggetto della prima perquisizione, e che oggi (ieri, ndr) abbiamo trovato», ha spiegato il magistrato, chiarendo che non vi sono nuovi indagati oltre ai 6 già iscritti all’ apposito registro. E che sono i componenti della precedente governance. L’ attuale dirigenza ha assicurato «piena e serena collaborazione». L’ Ad Francesco Iorio ha affermato che «la Banca è la prima ad essere interessata a fare chiarezza sul passato ». I cosiddetti finanziamenti ‘baciati’ sono stati concessi dall’ istituto a migliaia di persone con l’ obiettivo di far loro acquistare azioni della banca. Nei giorni scorsi, il Tribunale delle imprese di Venezia ha certificato, a seguito di un ricorso, che i prestiti così assegnati sono considerati illeciti perché alterano l’ effettivo valore dell’ istituto, per cui ha annullato l’ obbligo dell’ azionista ricorrente a restituire il prestito concesso. Ben 1277 i risparmiatori e gli investitori che hanno acquistato azioni della Popolare beneficiando di un finanziamento della stessa banca. Il tutto per un valore complessivo di un miliardo. L’ Associazione Codacons, intanto, ha chiesto alla magistratura di procedere a sequestro cautelativo dei beni della banca, «a garanzia dei risarcimenti in favore dei risparmiatori dell’ istituto, perché se emergeranno illeciti relativi al piazzamento delle azioni al pubblico, gli investitori potranno ottenere il rimborso integrale dei propri investimenti». La preoccupazione di queste ore, che riguarda anche Veneto Banca, sempre più vicina ad affidarsi al fondo Atlante, poiché va incontro ad un pesante insuccesso la sottoscrizione fra gli azionisti dell’ aumento di capitale (se ne saprà qualcosa di più oggi), questa preoccupazione si coniuga anche con la disperazione. Cone quella dell’ agricoltore settantenne di Mansuè di Piave, in provincia di Treviso, che ieri mattina si è presentato in filiale, ha chiesto del direttore ed, agitato, ha sollecitato la restituzione dei 40mila euro che diceva di aver perso. Nell’ agitazione ha tirato fuori anche un taglierino. Solo l’ intervento dei carabinieri è riuscito a tranquillizzarlo. La Procura di Udine, intanto, ha iscritto i primi nomi sul registro degli indagati nell’ ambito del filone friulano dell’ inchiesta. RIPRODUZIONE RISERVATA.
francesco dal mas

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