La domanda interna sale assieme a ricavi e ordini
ROMALa domanda interna traina la ripresa. Anche se la crescita non è ancora costante e robusta, i segni che emergono dai dati dell’ Istat di febbraio mostrano un andamento positivo sia per l’ industria sia per i consumi. Dopo la falsa partenza a inizio anno, le vendite al dettaglio hanno registrato a febbraio un balzo in avanti, +0,3% rispetto a gennaio e +2,7% rispetto allo stesso mese 2015. Una percentuale più che considerevole e che non si vedeva cioè da aprile 2014.COMMERCIO. A sostenere la dinamica positiva sono state le vendite di prodotti alimentari con +3,3% in valore e +3,6% in volume, depurato della componente di prezzo che ha pesato al ribasso. A febbraio l’ indice dei prezzi del comparto alimentare è stato leggermente negativo, contribuendo alla deflazione complessiva dell’ indice. Gli acquisti si sono concentrati anche su prodotti di profumeria e cura della persona +3,1%, segnale, secondo alcuni osservatori, di una ritrovata disponibilità delle famiglie, e sull’ utensileria per la casa e ferramenta +2,7%.Tutte le forme di distribuzione hanno beneficiato, sia la grande +3,5% sia, seppure in misura minore, le imprese su piccole superfici +1,8%.La Confcommercio parla di segnale «molto positivo» perché «la tendenza alla crescita si sta finalmente diffondendo a tutti i settori». La Confesercenti chiede di consolidare i dati positivi con una sforbiciata fiscale, mentre i consumatori invitano alla cautela. Adusbef e Federconsumatori parlano di quotidianità «fatta ancora di rinunce» e il Codacons avverte di stare attenti ai «fuochi di paglia».INDUSTRIA. L’ apporto della domanda interna, sintomo che qualcosa in Italia si sta muovendo, è evidente nei dati sul fatturato e gli ordinativi dell’ industria. A febbraio , rispetto al pari periodo 2015, l’ incremento del fatturato è stato dello 0,1% e quello degli ordinativi è stato più ampio, pari a +0,7%.La lieve espansione congiunturale dei ricavi è la sintesi di un +0,2% sul mercato interno e di -0,1% su quello estero. Anche l’ incremento degli ordinativi totali è sostenuto da un +1,6% degli ordinativi interni, solo in parte contrastato dal -0,3% di quelli esteri.o.
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