19 Giugno 2016

Priority, test con i turisti: ressa e code Veneziani divisi. «Ricorso alla Ue»

Priority, test con i turisti: ressa e code Veneziani divisi. «Ricorso alla Ue»
a rialto visitatori a terra, residenti no. brugnaro: funziona, capiremo i malumori

VENEZIA Turisti a terra a Rialto, lunghe code in piazzale Roma, con i visitatori appena arrivati e carichi di valigie, stipati nel loro mezzo imbarcadero, qualcuno costretto a rimanere anche al di fuori dei tornelli. Il quasi giro di boa della prima settimana di sperimentazione degli accessi agevolati ai pontili Actv per residenti e pendolari, ha coinciso con un sabato di grandi arrivi di turisti. I disagi per i turisti si sono fatti sentire. A piazzale Roma, pendolari e veneziani sui pontili erano una netta minoranza, i viaggiatori, molti con valige al seguito, erano invece stipati nella stretta corsia «nera», la non «priority». Stessa scena nel pomeriggio, a Rialto: nessun problema per i pochi veneziani in attesa di un vaporetto. I turisti però hanno dovuto attendere a lungo per montare a bordo. Quando il mezzo era pieno, la catenella sul loro lato veniva chiusa ma i residenti, arrivati di corsa all’ ultimo momento, riuscivano ancora ad entrare. Qualcuno ha protestato ma la maggior parte dei turisti si è rassegnata ad attendere. «Eravamo preparati ai disagi, avevamo letto che a Venezia è tutto più complicato e che l’ accoglienza non è delle migliori», ha commentato una coppia inglese. A sei giorni dall’ introduzione, le corsie prioritarie stanno dividendo i veneziani, la maggior parte le promuove, qualcuno però le boccia e stanno montando le proteste di chi è escluso dal servizio perché non può dimostrare di lavorare a Venezia o chi pur vivendo in un comune vicino ha l’ abbonamento e viene in città varie volte durante la settimana, tra familiari e spiaggia. «Mi sembra che il sistema stia funzionando – dice il sindaco Luigi Brugnaro – cercheremo di capire l’ origine dei malumori». Il progetto, in origine, prevedeva di creare una «Gold card» per le priorità d’ accesso, erogata in automatico ai residenti e acquistabile da tutti. «L’ operazione costa 80 mila euro, abbiamo deciso di tentare la sperimentazione, quando il progetto sarà chiaro introdurremo la nuova tessera», conclude. Nel frattempo, però, è quasi pronto il primo esposto per discriminazione nella mobilità collettiva, un diritto sancito dalla Ue. «Sto preparando un ricorso alla Corte europea di giustizia – annuncia l’ avvocato Mario D’ Elia – ci sono evidenti violazioni, in più ho notato, almeno al Lido, che questo sistema produce tensioni e un pericoloso assalto al vaporetto». Codacons, l’ associazione dei consumatori, ha deciso di stare a guardare. «Esistono tutti gli elementi per un esposto ma non vale la pena farlo, il Comune farà dietrofront come già accaduto con la linea 3 per residenti e con gli accessi divisi a Rialto – dice Franco Conte, presidente dell’ associazione – questo nuovo sistema non migliora il trasporto pubblico e crea tensioni tra passeggeri di serie A e di serie B». Franca Coin, presidente di The Venice international foundation, vive in città da 35 anni. «E da altrettanti anni sento parlare del bisogno di intervenire sul trasporto pubblico, questa dei tornelli prioritari è una soluzione spot, priva di programmazione complessiva – dice – sono appena rientrata dagli Usa, lì le linee sono chiare, facili da usare, l’ autista e i passeggeri ti aiutano, qui invece c’ è rabbia e rancore verso il turista». Carlo Garofolini, presidente di Adico, chiede un sistema diverso. «Servirebbe una riorganizzazione strutturale del trasporto pubblico – dice – questa sperimentazione è un palliativo ma, per quanto io la ritenga discriminante, chi vive e lavora in città deve essere messo nella condizione di spostarsi». Sta facendo una valutazione con gli albergatori e i loro loro dipendenti non fissi anche l’ Ava. Venerdì il direttore Claudio Scarpa, ha visto persone che scavalcavano i divisori tra corsie in piazzale Roma. «Gli accessi vanno messi in sicurezza, sono pericolosi – dice – questa è una piccola iniziativa che aiuta i veneziani ma non basta, l’ accesso in città andrebbe ripensato, con più informazioni in aeroporto e collegamenti dalla gronda per chi non dorme in centro storico».

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