Rc auto, Italia più cara d’ Europa «Ma i premi medi sono calati»
meno 7,5% nel 2015. i consumatori: divario nord-sud troppo alto
Claudia Marin ROMA IL «CASO Italia» Rc auto non è risolto. Parola del presidente dell’ Ivass, l’ Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, Salvatore Rossi. Gli automobilisti italiani pagano in media 150 euro in più rispetto a quelli di Francia, Germania e Spagna. È questo il divario tra le tariffe Rc auto nazionali e quelle medie degli altri Paesi europei nel 2015. Ma le associazioni dei consumatori, nonostante il nuovo j’ accuse dell’ Autorità, non ci stanno. Altro che 150 euro, le polizze italiane sono le più care d’ Europa – incalzano – e sono comunque in crescita. Secondo i dati Ivass il differenziale a quota 150 euro si è quasi dimezzato dai 234 euro del 2011. Nel solo 2015 l’ Istituto segnala un taglio dei prezzi unitari medi del 7,5%. Rossi sottolinea, non a caso, che «i segnali di miglioramento si sono rafforzati ed estesi» e i contratti con la «scatola nera» sono ormai un sesto del totale. Il «caso Italia», però, non si è risolto. Resta tutto da sbrogliare l’ intreccio tra polizze care, soprattutto in alcune province, e un alto tasso di frode. NUOVI risparmi potrebbero arrivare poi grazie al nuovo Archivio integrato antifrode (Aia), lanciato nei giorni scorsi, che mette insieme sette banche dati con un miliardo e mezzo di informazioni su veicoli, immatricolazioni, patenti, polizze, danneggiati, testimoni, periti e consente di assegnare in tempo reale a ogni sinistro un indicatore sulla potenziale fraudolenza. Rispetto all’ attuale attività antifrode delle compagnie è «come passare da arco e frecce a un cannone a lunga gittata», osserva Rossi. Per eliminare completamente il divario sull’ Rc auto con gli altri Paesi, il presidente dell’ Ivass indica come necessaria «una combinazione di interventi normativi e di comportamenti da parte degli attori del sistema». In questo senso, il disegno di legge sulla concorrenza «contiene norme con obiettivi del tutto condivisibili» e un passo in più potrebbe essere rappresentato dall’ istituzione di un sistema di arbitrato extragiudiziale sul modello di quello della Banca d’ Italia per il settore bancario. I CONSUMATORI, però, non vogliono sentire parlare di cali dei premi. I dati presentati sono dati «estremamente ottimistici», insorgono Federconsumatori ed Adusbef, secondo le quali le tariffe Rc auto sono invece aumentate in media dell’ 1,2% lo scorso anno e danno «all’ Italia il primato per le polizze più care d’ Europa». Il Codacons denuncia «differenze di prezzo abissali all’ interno dello stesso Paese», dove per assicurare un’ auto in Campania si arriva a pagare il 140% in più rispetto a Friuli e Valle d’ Aosta. Tornando alla relazione annuale sullo stato di salute del settore, le imprese assicurative, secondo Rossi, stanno «veleggiando a buon ritmo» con una «buona redditività» e una raccolta in crescita del 2,5%. I premi hanno così raggiunto 150 miliardi, il 9% del Pil, grazie alla spinta delle assicurazioni sulla vita.
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