16 Giugno 2016

Netturbini in sciopero: disagi nella raccolta È scontro sui servizi

Netturbini in sciopero: disagi nella raccolta È scontro sui servizi

contratto scaduto: nasce un comitato dei lavoratori il caso lecce: codacons attacca ancora il comune
• Nuova giornata di sciopero, ieri, per i lavoratori dell’ igiene ambientale. Dopo l’ astensione dal lavoro dello scorso 30 maggio, i dipendenti delle aziende di raccolta rifiuti sono tornati a incrociare le braccia ieri, per la nuova giornata di mobilitazione indetta da Fp Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti e Fiadel. Presidio davanti alla prefettura e richiesta a gran voce del rinnovo contrattuale, fermo a 29 mesi fa. Disagi e sacchetti dell’ immondizia per strada anche in provincia di Lecce. Nel capoluogo disservizio contenuto e disagi concentrati per lo più in periferia, fanno sapere dal Comune e dalla Monteco, per una modesta adesione allo sciopero. Ma nel Salento, proprio in occasione della mobilitazione di ieri, un folto gruppo di lavoratori di diversi Comuni e dipendenti da aziende diverse, hanno deciso di riunirsi in Comitato chiedendo a gran voce di essere ascoltati dal prefetto, sì, ma prima ancora «dai sindaci e dai parlamentari di questo territorio, perché al tavolo della trattative per il rinnovo si decide del nostro futuro e perché, se le regole restano queste – dicono presto avremo moltissimi, nuovi disoccupati». A parlare sono Mauro Chirizzi e Luigi Calogiuri, del neonato Comitato: «Si sta discutendo dell’ eliminazione dell’ obbligo, per le ditte che suben trano nei servizi dei diversi Comuni, di assorbire il personale già operativo. E anche – continuano – di aprire alla possibilità di subappaltare il 40% dei servizi. Tutto questo – spiegano Chi rizzi e Calogiuri – significherebbe innumerevoli esuberi, più rischi per la salute di chi lavora e servizi certamente di minore qualità». Una scelta, per i lavoratori, non in contrasto con i sindacati – che pure «si muovono nel solco di percorsi prestabiliti» – ma a potenziamento della richiesta di intervento rivolta alla politica: «I sindaci, gli assessori e i parla mentari – dicono – ci incontrino e si spendano per garantire condizioni giuste di lavoro e il rinnovo del contratto». Nei giorni scorsi c’ è stata la rottura delle trattative fra i sindacati da una parte e Utilitalia e Fise/Assoambiente dall’ altra. Sul fronte del salario, fanno sapere i sindacati, «a fronte dei 110 euro che Utilitalia sostiene di aver offerto, l’ importante è che quelle risorse siano reali e non finte come i soldi del monopoli». Sul fronte delle tutele e delle garanzie, i sindacati sottolineano l’ esigenza «di avere regole più chiare sui passaggi di gestione e sulle esternalizzazioni, con l’ implementazione della clausola sociale nel contratto nazionale. In un settore soggetto a continui cambi d’ appalto come l’ igiene ambientale – spiegano Fp Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti e Fiadel – per tutelare i lavoratori è assolutamente necessaria la previsione della clausola sociale per mantenere i diritti acquisiti in anni di lavoro». Tornando alle polemiche che da qualche giorno attraversano Lecce città a proposito del “porta a porta”, dopo l’ annuncio da parte del Codacons di essere prontoi a fare causa per chiedere il risarcimento dei danni derivanti dall «servizio fallimentare» e dopo la replica dell’ assessore al ramo Andrea Guido, che ha tacciato l’ associazione di «demago gia», ribatte il responsabile Codacons, Piero Mongelli: «Io, precisa, non ho alcun interesse in alcuna campagna elettorale e insultarsi – dice – non risolve i problemi di un servizio pubblico che fa acqua da tutte le parti. E che, è confermato, costerà l’ 8% in più e, indipendentemente dai fattori che determinano l’ aumento, è impensabile e inaccettabile che ciò accada per un servizio pubblico peggiore di quello precedente e a distanza di circa un anno dal suo avvio. Anche perché – insiste Mongelli – per il comune cittadino i costi aggiuntivi non finiscono qui. La scelta del sistema dei carrellati condominiali ha imposto a molti condomìni la sottoscrizione di contratti di servizio per la collocazione e ricollocazione dei carrellati all’ interno e all’ esterno dei palazzi, con oneri che si aggirano tra i 2 e i 5 euro al mese ad unità immobiliare». Ancora. «Sull’ avvio del servizio a macchia di leopardo, attuato a dire dell’ amministrazione comunale, senza particolari disagi in tutta la città, sulla carenza degli spazi condominiali e sulla presenza della pubblica via di carrellati condominiali è sufficiente parlare con gli amministratori condominiali, leggere i giornali e farsi una passeggiata in città per comprendere la gravità della situazione».

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