16 Giugno 2016

Timbrano il badge e fanno jogging o spesa

Timbrano il badge e fanno jogging o spesa

si allontanavano dal posto di lavoro, senza segnalarne l’ uscita, oppure strisciavano per i colleghi assenti in nove finiscono ai domiciliari e altri sette sono sospesi dal servizio. nei guai anche un consigliere comunale
Timbravano il cartellino ma poi, invece di lavorare, andavano a fare jogging o spese. Oppure strisciavano il badge anche per i colleghi assenti. L’ ennesimo scandalo che coinvolge i dipendenti pubblici arriva dall’ Asl di Caserta. Ieri all’ alba nove dipendenti, in servizio nel Distretto 13 di Maddaloni, sono stati arrestati a dai carabinieri della compagnia locale e sono finiti ai domiciliari. Altri sette sono stati sospesi dal servizio. Fra gli indagati, cinque sono dirigenti. I reati ipotizzati sono, a vario titolo, truffa e false attestazioni o certificazioni in concorso. Inoltre vi sono le aggravanti di aver commesso il fatto in danno di un ente pubblico, di aver cagionato alla parte offesa un danno patrimoniale di rilevante entità e con violazione di doveri inerenti a una funzione pubblica o a un pubblico servizio. Le ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei sedici soggetti indagati sono state emesse dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) al termine di una serie di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica dello stesso Tribunale e portate avanti grazie a attività di videoripresa, pedina menti e analisi dei tracciati dei cartellini magnetici di riconoscimento. A inchiodare i dipendenti assenteisti sono stati proprio alcuni video rea lizzati dai Carabinieri in cui si vedono gli impiegati che lasciano il posto di lavoro subito dopo aver registrato la loro presenza attraverso il badge in dotazione: si allontanavano dagli uffici per dedicarsi allo shopping, per fare jogging oppure per accompagnare i figli a scuola. In altre immagini invece si notano i dipendenti usare i cartellini di col leghi assenti registrando così un falso inizio del servizio. Il danno all’ amministrazione per ciascun dei dipendenti indagati è stato stimato in una somma che varia tra 450 e 3400 euro. Tra le persone indagate nell’ inchiesta anti assenteismo figurano due medici (dirigenti dell’ Unità operativa di Medicina Legale) che hanno rilasciato attestati di morte senza essere neppure andati ad esaminare la salma. Trai presunti “furbetti” figura anche un consigliere comunale di maggioranza del comune di Valle di Maddaloni (Caserta), Agostino Renzi, indagato. Renzi, collaboratore amministrativo professionale dell’ Unità Operativa di Medicina Legale dell’ Asl è accusato di avere agevolato un collega timbrando il suo cartellino e facendolo risultare presente. Per lui il gip ha disposto gli arresti domiciliari. Sul caso è intervenuto il Codacons, che annuncia di costituirsi parte offesa nel procedimento: “Se saranno accertati gli illeciti ipotizzati dalla Procura i furbetti del cartellino dovranno risarcire i cittadini per i danni loro arrecati. Si tratta di reati che, se confermati, avrebbero ripercussioni dirette per gli utenti spiega il presidente dell’ associazione Carlo Rienzi – Il danno per i cittadini è duplice: da un lato il servizio reso dall’ ente pubblico, in questo caso la Asl, subisce un peggioramento a causa dell’ assenza ingiustificata dei dipendenti dagli uffici, dall’ altro vi è uno spreco di soldi pubblici, in quanto i lavoratori infedeli percepiscono stipendi senza lavorare”. L’ associazione chiederà di avviare azioni di recupero delle retribuzioni percepite negli anni dai furbetti del cartellino di Caserta, soldi che dovranno rientrare nelle disponibilità della collettività.
 
 

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