16 Giugno 2016

Rc Auto giù, ma il divario con la Ue resta

Rc Auto giù, ma il divario con la Ue resta
ivass: nel 2015 premi diminuiti del 7,5%. il gap con l’ europa scende a 150 euro

L’ auto costa. Un po’ meno che in passato però, perché diminuiscono le spese connesse alla sua gestione. In base all’ ultima analisi disponibile (realizzata dal comparatore facile.it e relativa al 2015) comunque ogni vettura circolante significa per chi la possiede un esborso di circa 3.200 euro all’ anno. In base ai dati pubblicati dall’ Annuario Statistico dell’ Aci, la famiglie italiane l’ anno scorso hanno speso complessivamente 148 miliardi di euro per l’ automobile: una cifra considerevole, ma più bassa del 4,3% rispetto al 2014. Se da una parte infatti sono scesi sensibilmente i conti per il carburante (-16%, pari a 35 miliardi euro), dall’ altra crescono quelli per la manutenzione e riparazione (+1%, per un totale di 24 miliardi). Leggera diminuzione anche per il prelievo fiscale derivante dai traspor- ti, che ha raggiunto i 62,7 miliardi di euro, (-0,4 miliardi rispetto al 2014). Molto più complesso e dibattuto invece è il capitolo relativo alle assicurazioni. Secondo l’ Ivass, l’ Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, i prezzi unitari medi delle polizze Rc auto nel 2015 sono ancora diminuiti del 7,5%. «Il gap nei confronti dei principali paesi europei, Francia, Germania e Spagna, continua a ridursi: è sceso dai 234 euro del 2011 ai 150 dello scorso anno», spiega il presidente Salvatore Rossi. Aggiungendo che «il “caso” Rc auto non è ancora risolto, ma i segnali di miglioramento si sono rafforzati ed estesi». Il merito di questa diminuzione deriverebbe dall’ attività anti frode delle compagnie di assicurazioni, che avrebbe consentito una riduzione dei costi dei risarcimenti pari all’ 1,5% dei premi e «potrà ora ricevere un sostegno decisivo dal nuovo Archivio integrato antifrode (Aia)», come sottolinea ancora Salvatore Rossi nella relazione sull’ attività svolta dall’ Istituto. L’ archivio lanciato nei giorni scorsi integra sette banche dati mettendo insieme un miliardo e mezzo di singole informazioni su veicoli, immatricolazioni, patenti, polizze, danneggiati, testimoni e periti. «Disporre dell’ Aia – osserva il presidente dell’ Ivass – è come passare da arco e frecce a un cannone a lunga gittata per il risparmio sui costi e sui premi, ma occorrono ancora interventi normativi per una definitiva soluzione al problema». I dati diffusi ieri però sono decisamente contestati da Codacons, Federconsumatori e Adusbef che in una nota li definiscono come “estremamente ottimisti”. «È vero che una piccola frenata degli aumenti c’ è stata (seppure non in tutta Italia), ma di certo diminuzioni di questa portata non si sono mai viste », osservano. Secondo una loro stima anzi, i premi per l’ Rc auto sarebbero aumentati dell’ 1,2% rispetto al 2014, con un divario abnorme tra nord e sud. «In Campania – rileva il Codacons – l’ assicurazione costa quasi il 140% in più di Friuli e Valle d’ Aosta». La ragione d’ altra parte è evidente: secondo l’ Ania, l’ associazione delle imprese assicurative, l’ incidenza media dei sinistri Rc auto esposti al rischio frode sul totale di quelli denunciati nel 2013 era pari al 16,4%, con forti variazioni sul piano territoriale. Ad esempio, a incidenze inferiori al 10% riscontrate in Veneto e Valle d’ Aosta si contrappongono incidenze che superano il 20% in Basilicata, Molise, Sicilia, Calabria e Puglia, mentre in Campania il rischio frode sfiora addirittura il 40% dei casi. L’ Italia resta comunque un Paese dove l’ uso dell’ automobile continua ad essere estremamente diffuso (614 vetture ogni 1.000 abitanti, una delle medie più alte al mondo). L’ Annuario Statistico dell’ Aci evidenzia che le auto circolanti sono aumentate: circa 340.000 vetture in più nel 2015, per un totale di 37.351.233 unità, così come le nuove immatricolazioni (1.594.259). Resta molto alta purtroppo l’ età media del parco auto: 13 anni e 3 mesi per quelle alimentate a benzina. In generale, il 51,7% delle vetture ha più di 10 anni di vita e le Euro 0 non catalizzate sono ancora il 10,5% del totale. RIPRODUZIONE RISERVATA IL CASO Il «caso Italia», che consiste nell’ intreccio tra polizze care, soprattutto in alcune province, e un alto tasso di frode «non è risolto», riconosce il presidente dell’ Ivass, Salvatore Rossi.
alberto caprotti

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