14 Giugno 2016

Rifiuti in strada, pioggia di multe

Rifiuti in strada, pioggia di multe
giro di vite dell’ assessorato contro lo smaltimento abusivo degli utenti senza il kit

• Pioggia di multe per l’ abban dono di rifuti e sacchetti lungo le strade di Lecce. Decine di sanzioni sono state elevate negli utlimi giorni da parte degli ispettori ambientali e della polizia municipale nel quadro dei servizi di controllo sul corretto smaltimentoi dei rifiuti. Ed intanto, il Codacons, suggerisce che i sacchetti condominiali siano contrassegnati da un codice a barre, per garantire la “tracciabilità” di eventuali comportamenti scorretti. Ma andiamo con ordine. Una nuova moda, fanno sapere dall’ assessorato all’ Ambiente, sembra si sia diffusa in città negli ultimi giorni per ovviare alla mancanza delle pattumelle della differenziata nelle abitazioni di coloro che non risultano censiti presso l’ ufficio tributi del Comune e che quindi non hanno avuto diritto al ritiro del kit domestico. Il fenomeno è quello del furto delle pattumelle, uno “stratagem ma” in realtà stupido, poiché ogni recipiente risulta provvisto di microchip, facilmente rintracciabile da parte degli ispettori ambientali e dei vigili urbani. «Con una semplice denuncia presso il Comando di viale Rossini – spiegano dall’ assessorato – coloro che si sono visti sottrarre componenti del proprio kit possono attivare una procedura che in breve tempo porterà alla soluzione del pro blema. Anche perché – fa sapere l’ assessore Andrea Guido ognuno è responsabile della propria raccolta e i controlli a campione che riguardano la corretta differenziazione sono sempre riconducibili al nominativo risultante dal microchip installato. Occorre fare attenzione, quindi, nel momento in cui ci rendiamo conto che manca all’ appello uno dei nostri contenitori, perché le conseguenze del loro cattivo utilizzo sarebbero addebitate agli intestatari del kit e non al malintenzionato che se n’ è appropriato. Rubare la pattumella di un concittadino non rappresenta quindi una soluzione ma, al contrario, è la maniera più veloce per essere scoperti e sanzionati. Se per l’ ab bandono, quindi, si parla di multe salate e deferimento all’ autorità giudiziaria penale in caso di aziende, occorre specificare – continua Guido – che per il furto delle pattumelle domestiche il reato è molto più semplice da scovare e contestare grazie al chip elettronico. L’ impegno dei nostri organi di controllo è massimo – conclude Guido – ed i risultati stanno arrivando giorno per giorno. Sono decine, infatti, le sanzioni elevate la scorsa settimana ai danni di coloro che hanno abbandonato i sacchetti a bordo strada o nelle campagne dell’ hinterland e che sono stati rintracciati grazie al contenuto degli stessi sacchetti». Ed il Codacons, si diceva, lancia una proposta sulla “traccia bilità” dei rifiuti prodotti dagli utenti. Ma non lesina critiche. «A circa un anno dall’ avvio della raccolta differenziata spinta – fa sapere l’ associazione – si può giungere alla conclusione che il servizio non rispecchi minimamente né la qualità né l’ efficienza. La scelta dei carrellati da distribuire ai condomini si è dimostrata costosa e semi fallimentare: tra responsabilità maggiori date ai condòmini ed amministratori , spazi pressoché inesistenti per i carrellati, contenitori posizionati lungo le strade pubbliche, nuovi livelli di sanzioni, furti di kit per la differenziata e aiuole riempite di sacchetti, il bilancio è assolutamentev fallimentare. E a tutto questo si aggiunge la notizia che il servizio costerà 1.800.000 euro in più (8%)». Il Codacons evidenzia il problema dei carrellati condominiali. Un sistema – rileva – che non consente di attribuire con certezza la spazzatura ad una determinata utenza, per cui le sanzioni sono comminate a livello condominiale e non personale. Non si comprende – osserva il Codacons perché non usare un sistema di buste (di qualità) con codice a barre identificativo e personale che consenta un più efficace riconoscimento del cittadino conferente».
 

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