Dietrofront di Fendi sul Roma Pride: “Equivoco chiarito, collaboriamo”
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fonte:
- Affari Italiani
Soddisfatto il Mario Mieli, ma il popolo LGBT invita al boicottaggio della maison
La maison Fendi fa retromarcia, autorizzando l’ uso delle immagini del Palazzo della Civiltà e del Lavoro, il cosiddetto Colosseo Quadrato, per la campagna stampa del Roma Pride 2016, “Chi non si accontenta lotta” che pubblicizza la storica parata dell’ undici giugno. La maison aveva lamentato un “uso improprio” dell’ immagine del palazzo monumentale – della quale è unica licenziataria – e, tramite i suoi legali, aveva invitato il Circolo Mario Mieli, organizzatore del Roma Pride, a distruggere gli scatti della campagna stampa e a interromperne la diffusione. Il Mario Mieli si era detto incredulo e, dopo aver sottolineato che il Palazzo della Civiltà e del Lavoro è un patrimonio pubblico e non privato, aveva tirato dritto per la sua strada rifiutandosi di cedere alla richiesta dei legali. Anche il Codacons si era schierato con il Mario Mieli. “Se Fendi non ritirerà subito la sua diffida al Coordinamento Roma Pride” aveva fatto sapere in una nota, “sarà inevitabile una denuncia in Procura da parte del Codacons non solo contro la casa di moda, ma anche contro Roma Capitale che ha autorizzato l’ uso esclusivo del Colosseo quadrato in favore di Fendi”. Dopo una giornata di polemiche al vetriolo, la maison di proprietà del gruppo francese LVMH ha poi fatto dietrofront. “Da sempre per Fendi la valorizzazione delle diversità professionali, culturali e di genere è parte integrante della cultura della società” si legge in una nota congiunta scritta da Fendi, Roma Pride e Circolo Mario Mieli, “la quale in nessuna attività, interna o esterna, discrimina in base all’ orientamento sessuale, identità di genere, razza, colore, sesso, religione, opinioni politiche, nazionalità, origini sociali, etnia, invalidità, età, stato civile o altra condizione personale. L’ ambizione e la volontà di FENDI sono sempre state quelle di creare team di lavoro eterogenei che riflettano e rispettino le diversità, ritenendole un’ importante fonte di arricchimento”. Il Mario Mieli si è detto soddisfatto della pace ritrovata, ma il popolo LGBT resta invece infuriato e invita alla rappresaglia con #boycottfendi, l’ hashtag virale che ha reso incandescente Twitter dopo l’ invito della maison a distruggere le immagini del Roma Pride. E sono in molti a parlare di “passo falso” e di possibili ritorsioni da parte della casa madre LVHM contro chi “ha avuto questa brillante idea”. Ovviamente, negli ambienti cattolici e di destra c’ è chi stigmatizza la retromarcia di Fendi di fronte allo strapotere delle “lobby gay” in vista della parata che, come ogni anno, divide gli animi della Capitale.
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