9 Giugno 2016

«Così non ingolfiamo le udienze»

«Così non ingolfiamo le udienze»
la replica del governatore: «possiamo rivalerci con una causa successiva»

grativo allo stipendio. Con soldi pubblici sono state pagate, così dice l’ accusa, spese personali d’ ogni tipo: cene, viaggi, parchi giochi, vini, notti in hotel, vestiti e regali assortiti. In soldoni, solo il secondo filone, 23 imputati di centrodestra e centrosinistra eletti nell’ ultima legislatura, è costato alle finanze pubbliche oltre 1 milione di euro. IL GOVERNATORE Giovanni Toti lo sottolinea più volte: «Questa scelta non implica un aggravio di spese o tempo per la Regione: se ci sono colpevoli, faremo causa in sede civile (sebbene, va detto, la costituzione di parte civile permetterebbe, in caso di condanna, di “anticipare” l’ incasso di un risarcimento con la cosiddetta “provvisionale”, ndr)». E aggiunge una coda velenosa: «Non ci siamo costituiti nemmeno contro Raffaella Paita nel processo sull’ alluvione». Il Pd rimarca la propria diversità: «Noi, quand’ eravamo in maggioranza, abbiamo scelto di costituirci parte civile, come la maggioranza delle regioni italiane. E abbiamo scelto di chiedere danni anche se nelle indagini erano coinvolti consiglieri di centrosinistra». Il Movimento Cinque Stelle attacca tutti: «La vecchia politica rinuncia a soldi che sono dei cittadini liguri. Ancora una volta la casta protegge se stessa da scandali e inchieste, lavando i panni sporchi dentro i palazzi e negando quel diritto di tutela e trasparenza dovuto ai cittadini che la Regione rappresenta». Toti rivendica la propria posizione: «Non importa se altrove sono state fatte altre scelte, stiamo parlando di temi seri e se costituirsi parte civile è di moda, a noi non interessa. Io credo al contrario che la nostra scelta aiuti i magistrati, perché non aggrava questo processo di protagonisti e consente alla Regione di rivalersi successivamente». l’ orientamento del passato fosse quello di farsi le proprie ragioni in prima persona: l’ ente si era costituito parte civile, per dire, nel caso della ristrutturazione a fini privati con soldi regionali d’ un villino a Mulinetti, in varie indagini su truffe sanitarie e pure nell’ affaire derivati (il maxi prestito ottenuto dalla banca giapponese Nomura a condizioni molto pericolose), dove si fece avanti già nella fase dell’ indagine preliminare. L’ interrogazione dei M5S Va detto che nei mesi precedenti la scadenza dei termini per presentare l’ istanza, i partiti non si sono affannati nel domandare un intervento della giunta regionale. L’ unica sollecitazione risale a febbraio, quando Fabio Tosi, consigliere del Movimento Cinque Stelle (formazione entrata in consiglio nella legislatura successiva a quella sotto inchiesta), sul punto presentò un’ interrogazione. Da allora, e fino a ieri, sul caso è calato il silenzio. E a essere ammesso come parte civile, alla fine, c’ è solo l’ associazione di consumatori Codacons.
 

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