La sfida di chi «l’ importante è esserci»
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fonte:
- Il Tempo
casapound e il partito
comunista, assotutela, il codacons e adinolfi sono otto gli aspiranti
sindaci rimasti ai margini del circo mediatico
• Chi spera di compiere il primo passo di un lungo cammino e chi raccoglie l’ ortodossia di un’ identità. Sono otto i candidati a Sindaco della Capitale che nelle scorse settimane non hanno usufruito della ribalta mediatica, ma che, comunque, hanno battuto capillarmente mercati e strade della Città. C’ è il giovane Alessandro Mustillo, di 26 anni, candidato a Primo Cittadino per il Partito Comunista. Viene dall’ esperienza della mobilitazione studentesca che, nel 2010, contrast?) la riforma Gelmini. Ora, correndo per il Campidoglio, mette come primi punti del programma la rottura del patto di stabilità e la trasparenza sul debito pubblico. In questi giorni di campagna elettorale si è scagliato contro la proposta di Giorgia Meloni di intitolare una via ad Almirante. Nell’ altra metà del cielo, invece, sono due i candidati identitari di destra. Simone Di Stefano corre per Casapound. Attenzione alle periferie, lotta al degrado in special modo quello dei campi rom e priorità agli italiani nelle graduatorie sociali sono i punti qualificanti. Nelle ultime settimane, Di Stefano ha usufruito di una certa visibilità, tra la contromanifestazione di Anpi e sinistra per contrastare il suo corteo a Roma e gli strali del ministro Boschi, che ha agitato lo spauracchio «Casapound» per stigmatizzare il No al referendum. A destra è candidato a sindaco anche Alfredo Iorio, leader della storica sezione missina di via Ottavia no. La sua lista «Patria-Iorio Sindaco» è sostenuta da un cartello identitario formato da Fiamma Nazionale, Popolo della Vita e Forza Nuova. Io rio si è distinto durante la campagna elettorale per le sue affissioni d’ impatto (come quella con il califfo Al Baghdadi e la scritta «fermiamo l’ invasione aliena»). Anche lui insiste molto sul degrado, ma risalta la proposta di una tassa rivolta alle banche che istallano i bancomat su strada. Con il ricavato, Iorio propone di finanziare un fondo di emergenza sociale. Nasce dall’ impeto del Family day il progetto del giornalista e già deputato Pd Mario Adinolfi: il Popolo della Famiglia. È incentrato nel sostegno e nella tutela dei nuclei tradizionali e promuove l’ obiezione di coscienza riguardo alla legge sulle unioni civili. Il movimento di Adinolfi non ha ricevuto l’ appoggio delle realtà associative che animarono la mobilitazione del Circo Massimo dello scorso gennaio, e neanche Massimo Gandolfini, portavoce del comitato «difendiamo i nostri figli», ha sposato il progetto. Che, comunque, non è confessionale. Adifferenza di «Italia Cristiana», che candida a sindaco Fabrizio Verduchi. Il programma è orientato sui principi della dottrina sociale della Chiesa Cattolica, «all’ insegna del rispetto della persona, della protezione della Vita, alla salvaguardia della famiglia naturale fondata sul matrimonio». Poi c’ è una conoscenza nota, Carlo Rienzi, nume tutelare dei consumatori, a capo della lista Codacons per Roma. Perla sicurezza, Rienzi pensa a dei «pali intelligenti» con una centrali na in grado di segnalare anomalie in zona. In campo anche Assotutela, un network per la tutela dei diritti dei cittadini. Che schiera come candidato sindaco il suo fondatore Michel Emi Maritato, già in passato in corsa per il consiglio regionale del Lazio senza essere eletto. Nel suo programma, la proposta di istituire una commissione che lavori per la maggiore efficienza del trasporto pubblico e tutelare i diritti dei passeggeri. Da ultimo, Dario Di Francesco, imprenditore del settore turismo. Al grido di «sono il nuovo Spartaco, guider?) la rivolta degli schiavi» si presenta a capo di cinque liste, alcune dal nome che ricorda qualcos’ altro (Lega centro con Giovanni Salvini, Viva l’ Italia con Tiziana meloni, Lista del Grillo Parlante). Arte, turismo e trasparenza sono gli argomenti su cui punta questo cartello elettorale dove gli omonimi, c’ è da credere, saranno agguerriti come gli originali. Dal Family Day al Campidoglio A sinistra Simone Di Stefano, candidato per CasaPound. Sotto Mario Adinolfi, per il Popolo della Famiglia. Entrambi erano in prima fila all’ adunata del Circo Massimo. A destra Alfredo Iorio della lista Patria.
pietro de leo
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Tags: Carlo Rienzi, roma
