Cause civili nel processo Nasce il giurì bancario
gli avvocati.
tutte le strade imboccate dagli uffici legali per sostenere i soci in
campo i consumatori. «aspettiamo di sapere cosa fanno le procure»
di Nicola Brillo PADOVA La costituzione di parte civile nel provvedimento penale (quando partirà). La causa civile. A questo si aggiunge (dove praticabile) il giurì finanziario bancario. E da settembre arriva il nuovo arbitro per le controversie finanziarie. Sono le diverse strade che gli ex soci (ora azionisti) di Veneto Banca possono intraprendere per far valere i propri diritti. «Stiamo depositando con cadenza mensile le denunce querele collettive in Procura, raccolte da clienti azionisti e obbligazionisti convertibili – ha spiegato l’ avvocato trevigiano Matteo Moschini (Movimento difesa del cittadino) – Sono molto corpose e circostanziate contro Veneto Banca, il collegio sindacale, il cda precedente, il revisore Pwc, poi Consob e Banca d’ Italia per omissione». Per ora sono 250, ma in aumento. «Il nostro obiettivo è indurre la banca, prima del rinvio in giudizio, ad una transazione con gli azionisti: se ciò non accadrà ci costituiremo parte civile nel processo penale». Lo studio sta perseguendo anche la strada del giurì bancario, con le prime cause vinte e i clienti risarciti del 50% del prezzo delle azioni. Questa strada è però praticabile solo per un massimo di 100mila euro ed entro due anni dall’ acquisto. «Da settembre partirà un nuovo sistema di risoluzione extragiudiziale delle controversie per azioni acquistate in qualsiasi momento – ha concluso Moschini. – Il nuovo giurì deciderà in 90 giorni, la decisione è inappellabile ed entro 30 giorni la banca dovrà pagare». «Stiamo raccogliendo i documenti da parte degli azionisti, per valutare le singole posizioni – ha spiegato Camilla Cusumano (Adusbef) -. Per prima cosa facciamo il reclamo per bloccare la prescrizione e mettere in mora la banca. Poi c’ è la mediazione, che è obbligatoria in materia bancaria, quindi valutiamo la causa civile individuale. A breve partiremo con le prime su Veneto Banca». L’ associazione dei consumatori segue anche il lato penalistico. «Consigliamo di presentare querela denuncia nel caso il socio sia stato costretto ad acquistare azioni in cambio del mutuo o finanziamento, prefigurandosi una fattispecie estorsiva – prosegue Cusumano -. A livello penale il presidente Lanutti ha presentato numerosi esposti in procura. La strada della class action non è invece perseguibile, per noi, perché manda il requisito dell’ omogeneità». L’ Adusbef si muove anche sul fronte dell’ informazione: a Verona l’ 8 giugno (ore 21) si terrà un convegno sulle popolari per discutere le questioni civili e penali. Per l’ avvocato vicentino Renato Bertelle la strada da preferire è la costituzione civile in sede penale. «Stiamo facendo denunce in sede penale e chiederò in quella sede il risarcimento del valore intero delle azioni – spiega l’ avvocato vicentino con numerosi clienti che hanno anche azioni di Veneto Banca – Sto finendo adesso il canovaccio per Veneto Banca che depositerò a breve, anche qui gli assistititi stanno aumentando». «Per quanto riguarda le cause civili occorre distinguere le diverse situazioni: i vecchi soci sono più difficili da tutelare, in base alle nuove norme gli ultimi sono invece più tutelati, mentre le operazioni “baciate” (acquisto azioni per avere fido o mutuo) sono ancora più facili da tutelare», ha spiegato l’ avvocato Andrea Arman, presidente Azionisti Associati, che collabora con l’ associazione di Don Torta. Sul fronte penale l’ avvocato sta invece attendendo di sapere cosa faranno le procure: «Passato un anno e mezzo da quando è scoppiato lo scandalo, non si sa ancora nulla – denuncia l’ avvocato Arman – Dopo la trasformazione in Spa è più difficile sapere cosa avviene all’ interno delle banche». Sono oltre un migliaio i soci delle popolari venete, che si sono rivolte in Veneto alla Codacons. Per l’ avvocato Fabrizio Conte, presidente regionale, il consiglio è quello «di scrivere una lettera di diffida per interrompere i termini, per chiedere la restituzione dell’ importo intero e avere la documentazione utile per valutare la dolosità e Mifid». «Siamo in attesa dei tavoli di conciliazione bancaria, è bene risolvere in questa via: ma temo che non saranno soddisfacenti. E’ comunque un dovere etico andare a vedere. Per le somme più significative andremo in causa».
nicola brillo
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- BANCA
-
Tags: Consob, Fabrizio Conte, processo, Veneto Banca
