Rifiuti, vergogna Capitale «Discarica a cielo aperto»
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fonte:
- Il Messaggero
sciopero degli
operatori, niente raccolta: ira dei cittadini per la spazzatura in
strada emergenza da via veneto alla collatina: la paura che il 2 giugno
torni lo stesso caos l’ ama assicura un intervento immediato a partire
da questa mattina codacons attacca: «rischio malattie»
LA PROTESTA Cestini stracolmi, cartacce in terra, sacchi dell’ immondizia ammassati all’ uscita di bar e ristoranti o davanti monumenti e siti archeologici, sotto un sole che ammazza e che rende nauseabondo l’ odore tutt’ intorno. Pochissimi mezzi in giro. E così gli effetti dello sciopero proclamato per 24 ore da Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Fiadel, si fanno vedere. Per evitare figuracce alla città, qualche ristoratore si è messo a spazzare. Altri hanno nascosto i sacchi di rifiuti nei cortili. Ma a poco è servito: interi quartieri sono già invasi dalla spazzatura. Da via Veneto a Tastevere, da Prati a San Lorenzo, dalla Collatina all’ Esquilino l’ immondizia è in bella mostra ad ogni angolo. «È una vergogna – dicono i residenti su via Appia – Le strade in poco tempo si sono trasformate in piccole discariche. Noi paghiamo le tasse e poi ci chiedono pure di tenere i sacchetti a casa? Una follia». Non solo lo sciopero, all’ orizzonte immediato c’ è la festa del due giugno con prevedibile ponte del weekend. Per il 5, giorno del voto amministrativo, la Capitale rischia l’ inondazione dei rifiuti. E il presidente dell’ Ama Daniele Fortini invita la cittadinanza a collaborare tenendo in casa i sacchetti.SEDI CHIUSELa mobilitazione ha preso il via la scorsa notte e durerà fino a questa mattina. Dal presidio davanti alla sede di Utilitalia Natale Di Cola (Fp Cgil Roma e Lazio) parla di «adesione altissima in tutto il Lazio. A Roma sono usciti pochissimi mezzi per la raccolta e molte sedi aziendali sono chiuse. Inevitabilmente si vedono gli effetti in città con sacchetti per strada. La riuscita dello sciopero dimostra la necessità di rinnovare il contratto per rispettare i diritti dei lavoratori e garantire i servizi ai cittadini». E sempre in mattinata il traffico è andato in tilt in via Cola di Rienzo dove gli oltre 2000 dipendenti delle aziende di igiene ambientale, che si sono astenuti dal lavoro, avevano organizzato un sit in proprio sotto la sede di Utilitaria invadendo poi la strada e creando così seri problemi alla circolazione. L’ Ama intanto ha monitorato per tutto il giorno la situazione. «Dirigenti e quadri sono in strada per controllare gli effetti della mobilitazione – spiegano dall’ azienda -, ci sono squadre in campo per garantire i servizi minimi». E poi fanno appello ai romani a «utilizzare i contenitori della differenziata separando bene i rifiuti e a non abbandonare sacchetti in strada».LA FOTOGRAFIAFa davvero pena il salotto della città, con le colonnine portarifiuti che rigurgitano bottigliette e lattine, scatole di biscotti e cartacce unte d’ olio. Piazza Fontana di Trevi e le zone adiacenti si sono trasformate in un gigantesco immondezzaio. C’ è stato chi ha tentato di evitare di aggravare la situazione. Ma dove gettare la bottiglietta della bibita oppure la coppetta del gelato? A terra, nessuna alternativa a questa soluzione. In piazza Navona i cestini portarifiuti sono ricolmi. «La spazzatura non si vede – è la corale spiegazione dei titolari di esercizi pubblici – l’ abbiamo ammassata nei cortili interni». In via Veneto, invece, la spazzatura è stata accatastata nelle vie adiacenti.L’ ESPOSTOI rifiuti – denuncia il Codacons – si stanno progressivamente ammassando lungo le strade, e la città si sta velocemente trasformando in una discarica a cielo aperto. «Stiamo ricevendo da questa mattina le segnalazioni dei cittadini che denunciano la presenza massiccia di spazzatura in strada – ha spiegato il presidente, Carlo Rienzi – È uno spettacolo indecoroso, che potrebbe peggiorare nelle prossime ore e portare a possibili conseguenze sul fronte igienico-sanitario». La presenza massiccia di sacchi della spazzatura in strada, infatti, lasciati ore e ore a marcire sotto il sole, favorisce il proliferare di insetti e topi vettori di numerose infezioni «e potrebbe generare addirittura epidemie tra la popolazione». «Temiamo che nelle prossime ore la situazione possa peggiorare e degenerare – concludono dal Cosacons – per questo abbiamo presentato poco fa un esposto alla Procura di Roma chiedendo di aprire una indagine in relazione a possibili reati sul fronte sanitario e ambientale e per il rischio di diffusione di epidemia». Per evitare che la Capitale sprofondi nel caos il commissario Tronca ha chiesto all’ ad di Ama Fortini di intervenire prontamente alla fine dello sciopero per ripulire le strade dai rifiuti. «L’ adesione in tutta Italia è stata del novanta per cento – dichiara Francesco Garofalo , segretario generale di Fiadel che insieme a Cgil Cisl e Uil ha indetto lo sciopero nazionale – I 100. 000 lavoratori sono stanchi. Chiediamo ai sindaci di intervenire per la salvaguardia del posto di lavoro garantita dall’ articolo 6 del contratto».Ma all’ orizzonte sta arrivando la tempesta perfetta non solo perché giovedì 2 giugno sarà estivo e dunque molti degli impianti che devono accogliere i rifiuti di Roma si fermeranno. C’ è altro: il 5 giugno l’ Ama sopporterà un taglio drammatico dei dipendenti a disposizione, visto che in mille saranno impegnati ai seggi per le elezioni come scrutatori o rappresentanti di lista. Morale, il ritorno alla normalità avrà una doppia battuta d’ arresto: prima per il festivo, poi per la migrazione di massa dei dipendenti ai seggi. Ma c’ è di più: se la trattativa non riprenderà, i sindacati hanno già annunciato un altro sciopero di 24 ore per mercoledì 15 giugno, proprio quattro giorni prima della domenica dell’ eventuale ballottaggio. In sintesi: l’ emergenza nella Capitale è già cominciata, ma potrebbe durare molto più a lungo di quanto si pensi.Elena [email protected]© RIPRODUZIONE RISERVATA.
elena panarella
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