28 Maggio 2016

Raggi apre le porte ai migranti «Troviamo luoghi per accoglierli»

Raggi apre le porte ai migranti «Troviamo luoghi per accoglierli»

Sui rifugiati, «il Comune non può fare nulla, può solo lavorare per l’ accoglienza». Dunque, per non concentrare il problema e rischiare altre «emergenze sociali», è bene «trovare luoghi dove sistemarli, sia in città che in provincia perchè scappano dalle guerre create dai paesi industrializzati e da economie che non esistono». Virginia Raggi strizza l’ occhio a sinistra nel parlare dell’ emergenza immigrazione, tema molto sentito a Roma negli ultimi anni. Il sensibile aumento dei profughi ospitati nella Capitale voluto dall’ ex sindaco Ignazio Marino e lo scandalo delle cooperative che poi ha in parte generato Mafia Capitale hanno aperto una ferita ancora sanguinante nelle periferie. La linea del M5S, seppur di censura rispetto alle scelte passate, sembra tuttavia essere rivolta più a sinistra: «Il Comune deve lavorare sull’ accoglienza anche se le misure vanno riviste. Ad esempio serve rafforzare il rapporto con la Prefettura per creare capillarità dell’ accoglienza, evitando così di concentrare le persone in pochi luoghi». Nel frattempo, a 10 giorni dal voto, Roberto Giachetti decide di giocarsi la carta più importante a sua disposizione, l’ appoggio di Matteo Renzi, per darsi la spinta decisiva verso l’ accesso al ballottaggio. Facendo arrabbiare di brutto proprio Virginia Raggi, che è arrivata ad etichettarlo come «scorretto» e a definire il binomio «scandaloso». Il vicepresidente della Camera e candidato Dem ieri ha annunciato che il 1 giugno parteciperà insieme al premier a «una manifestazione in un teatro romano», un comizio elettorale in piena regola che vedrà il primo ministro e l’ ex radicale fianco a fianco in vista del rush finale. «Il premier non sta facendo il premier», ha tuonato la Raggi, che solo due giorni dopo, il 3 giugno, chiuderà la campagna elettorale a Piazza del Popolo in compagnia dei parlamentari romani ma forse non di Beppe Grillo, fermo ai box per motivi personali. «Il fatto che non è stato eletto – ha insistito la candidata pentastellata – non gli ha fatto comprendere quale è il suo ruolo. Deve svolgere quel ruolo in maniera imparziale perché l’ ha giurato sulla Costituzione». La polemica potrebbe apparire velleitaria. Da che mondo è mondo, nessun rappresentante del Governo – organo spiccatamente politico, ben più di figure il Capo dello Stato o i presidenti delle Camere – si è defilato durante le elezioni amministrative. Eppure, a supportare della tesi grillina è arrivato un po’ a sorpresa il Codacons. Il suo presidente, Carlo Rienzi, è anche lui candidato a sindaco, seppur senza molte velleità di successo, tuttavia, negli ultimi due anni e mezzo si è distinto come l’ oppositore più efficace della Giunta Marino, trafitta da numerosi ricorsi al Tar, quasi tutti vinti. «L’ art. 9 della legge 28/2000 – spiega una nota dell’ associazione – afferma testualmente: «Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto e’ fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione, ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’ efficace assolvimento delle proprie funzioni». Dunque, «se Renzi non rinuncerà alla sua presenza il prossimo 1 giugno, sarà inevitabile una denuncia nei suoi confronti e verso il candidato Giachetti per concorso negli illeciti».
vincenzo bisbiglia

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