26 Maggio 2016

A marzo vendite al dettaglio giù dello 0,8%, ma in crescita (+1,9%) sull’anno

A marzo vendite al dettaglio giù dello 0,8%, ma in crescita (+1,9%) sull’anno

    –di Laura Cavestri Forse è stato l’effetto-pasqua, che, quest’anno, caduta a fine marzo, può avere inciso positivamente rispetto al 2015. Rispetto a marzo 2015, infatti, cioè a livello tendenziale, le vendite crescono complessivamente , sia in volume (+1,9%) sia in valore (+2,2%). Sul mese, invece, dopo quattro mesi di fila positivi o stazionari, a marzo le vendite al dettaglio tornano a scendere a livello congiunturale.

A scattare l’ultima fotografia sui consumi al dettaglio è l’Istat, che a marzo rileva però un calo dello 0,8% in volume rispetto al mese precedente e in valore dello 0,6 per cento.

Se rispetto a marzo 2015 le vendite crescono complessivamente , sia in volume (+1,9%) sia in valore (+2,2%), l’incremento più sostenuto si registra per i prodotti alimentari: +3,7% in valore e +4,2% in volume. Con aumenti tendenziali che riguardano la grande distribuzione (+2,9%) più che i negozi tradizionali (+1,6%).

Nella media del trimestre gennaio-marzo, l’indice in valore registra una variazione nulla mentre l’indice in volume aumenta dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. A livello tendenziale a marzo gli aumenti più marcati i si rilevano per i gruppi altri prodotti come gioiellerie e orologerie (+3,5%) e giochi giocattoli, sport e campeggio (+3,2%). Mentre l’incremento tendenziale in valore è più sostenuto per la grande distribuzione (+2,9%) rispetto alle imprese che operano su piccole superfici (+1,6%). Gli aumenti più consistenti in valore riguardano le imprese da 6 a 49 addetti (+2,8%) e quelle con almeno 50 addetti (+2,7%).

Le vendite al dettaglio per i prodotti alimentari aumentano su base annua in tutte le forme distributive dai discount (+4,6%) alle piccole botteghe (+2,8%), ma anche negli ipermercati (+1,9%) e supermercati (+3,5%).
È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati sul commercio al dettaglio dell’Istat relativi a marzo 2016 rispetto allo stesso mese dello scorso anno. «L’alimentare – sottolinea la Coldiretti – cresce complessivamente ad un tasso del 3,7% su base annua anche se la variazione congiunturale è negativa dell’1,2 per cento. L’aumento della spesa alimentare su base annua è un segnale positivo poiché si tratta – precisa la Coldiretti – la seconda voce del budget familiare dopo l’abitazione. L’auspicio è che ora gli aumenti di spesa nella distribuzione alimentare si trasferiscano anche al settore agricolo che si trova in piena deflazione con i compensi riconosciti per molti prodotti che non coprono neanche i costi di produzione, dal latte alla carne fino alla frutta e verdura».
I prezzi nelle campagne italiane – conclude la Coldiretti – sono crollati ad aprile su base annua dal -24% per il grano duro al – 57% per i peperoni, al -34% per il latte, al -48% per i pomodori e al -54% per le arance.

Il Codacons giudica «deludenti» i dati Istat sulle vendite al dettaglio di marzo. «Il commercio in Italia continua a soffrire e i consumi non ripartono, a dispetto delle attese», commenta il presidente Carlo Rienzi. «Sul fronte delle vendite ci si aspettava un sensibile incremento nel corso del 2016, che tuttavia non c’e’ stato. Numeri, quelli dell’Istat, che danno una idea precisa di come la ripresa economica sia ancora incerta e zoppicante, e dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, la necessita’ di misure specifiche sul fronte del commercio e dei consumi delle famiglie», conclude Rienzi.

© Riproduzione riservata

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