“Disarmata”pure la parte civile
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fonte:
- La Sicilia
oltre alla procura, neanche i legali della famiglia hanno presentato la lista testi
Il 7 giugno il giudice Infantino dovrà decidere quanti e quali testi ammettere tra quelli inseriti dalle parti FRANCESCO DI MARE Aragona. Il processo in corso al Tribunale di Agrigento per la morte dei fratelli Mulone il 27 settembre 2014 alle Macalube «rischia» di essere destinato a una veloce conclusione. Con l’ assoluzione dei tre imputati senza tanti «sforzi» da parte dei prppropri avvocati difensori. Nel corso dell’ udienza dei giorni scorsi dinanzi al giudice monocratico Gianfranca Infantino la Procura della Repubblica non ha presentato la lista dei testi da portare in udienza, a sostegno della propria tesi sulla tragedia. Lista testi che di norma si presenta entro sette giorni dalla prima udienza e che dunque in questo caso doveva essere in atti dal novembre scorso. Il pubblico ministero d’ udienza Simona Faga, (il titolare è Carlo Cinque), ha chiesto al giudice di inserire la lista in corsa, attribuendo la colpa della «svista» a un errore della cancelleria del Gip, non trovando però il consenso delle parti. Subito dopo si è «scoperto» che anche i due avvocati delle parti civili, su tutti i genitori dei bambini morti, non hanno depositato la loro lista dei testi. I legali Roberto Guida e Mattia Floccher evidentemente confidavano nella presentazione della li sta testi della Procura, di fatto la stessa a quella che avrebbero presentato. In sostanza, per far capire quanto accaduto a chi non ha conoscenze giuridiche, chi dovrebbe accusare i tre imputati di avere responsabilità nella morte dei piccoli Mulone non ha «armi» da utilizzare in dibattimento. Alla luce di ciò il giudice ha disposto il rinvio dell’ udienza al prossimo 7 giugno per decidere quanti e quali testi ammettere, tra quelli inseriti nelle liste presentate dalle parti. L’ udienza era iniziata con la costituzione dei responsabili civili Presidente della Regione, Giunta regionale con l’ avvocatura dello Stato, Legambiente nazionale e regionale. L’ avvocato Petrucci, per conto di Legambiente nazionale ha chiesto che l’ associazione centrale venga estromessa dalla lista dei responsabili civili, «basta quella regionale» ha detto, trovando la fiera opposizione dell’ avvocato dei Mulone, Guida. Poi i colpi di scena della lista testi della Procura e delle parti civili non presente in atti. Presenti i genitori dei bambini, abbastanza sconvolti per quanto accaduto, in tutta la loro straordinaria compostezza e dignità. Parti civili nel processo, oltre ai genitori dei bambini morti, sono la nonna Maria Licata, lo zio Vincenzo Lucchesi, il Codacons, l’ associazione Codici Ambiente, il Comune di Aragona, la stessa Regione e l’ assessorato regionale all’ Ambiente. Laura e Carmelo di 7 e 10 anni per una esplosione di un «vulcanello». Imputati sono l’ ex presidente regionale di Legambiente Domenico Fontana, assistito dagli avvocati Galluzzo e Petrucci di Roma, Daniele Gucciardo assistito dagli avvocati Cianci mino e ancora Petrucci, Francesco Antonio Gendusa assistito dall’ avvocato Nicola Grillo.
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