20 Maggio 2016

Critiche e idee per il Piano rifiuti

Critiche e idee per il Piano rifiuti

Un confronto a tutto campo con associazioni ed esperti, per criticare ma anche migliorare con osservazioni e proposte il Piano di intervento sui rifiuti, si è svolto ieri a Palazzo degli Elefanti, organizzato dal vicepresidente vicario del Consiglio comunale Sebastiano Arcidiacono e dal presidente della V commissione consiliare Niccolò Notarbartolo. «Un confronto che servirà per formulare degli emendamenti al piano d’ intervento dicono Arcidiacono e Notarbartolo – visto che c’ è stato poco tempo per studiare il documento, motivo per il quale è stato necessario un appuntamento con gli esperti, al quale speriamo possano seguire nuove riunioni per la redazione di proposte condivise». In aula questa mattina sono intervenuti anche i consiglieri Sebastiano Anastasi, Carmelo Sgroi e Antonino Vullo. «Sono in ballo i prossimi sette anni di Catania e dei catanesi – sottolineano gli organizzatori – È una delibera che ha un impatto profondo sulla città e, non da meno, anche sulle casse comunali». Motivi per i quali è necessario porre l’ accento – è stato rilevato – su aspetti del piano d’ intervento tanto importanti quanto trattati in modo approssimativo, almeno nella versione attuale. Il piano d’ intervento attende il passaggio in consiglio comunale per le modifiche proposte dal senato cittadino e dalla stessa amministrazione. Tra i rilievi sollevati, quello secondo cui «l’ analisi dei dati relativi al contesto urbano risulta essere poco precisa, cosa che potrebbe causare costose rivisitazioni dell’ appalto in corso d’ opera. Oltre che, non da meno, scarse possibilità di raggiungimento degli obiettivi che una raccolta dei rifiuti efficace ed efficiente dovrebbe garantire». Critiche anche per «non aver suddiviso la città in quartieri e zone», mentre è stato sollecitato che il Comune avanzi proposte per la corretta gestione dell’ umido. Ancora, è stata affrontata la questione del costo della Tari e dell’ alta percentuale di evasione, che ricade sui cittadini onesti. «Un problema che si risolve rovesciando il sistema attuale: tracciare i rifiuti prodotti significa poter distribuire il carico fiscale, da cui discende la necessità che la tracciabilità arrivi fino in discarica. Per rispondere alla domanda che i catanesi si pongono di continuo e che, al lo stato attuale, difficilmente trova risposta: dove finiscono i rifiuti di Catania? Un esercizio di trasparenza a beneficio della collettività». Nell’ aula consiliare del Comune si è discusso anche di premialità, rilevando che essa, così come la sanzione, deve essere una certezza. A discutere queste e altre ipotesi, sottolineando la necessità del coinvolgimento delle scuole in un percorso integrato di formazione al riciclo e alla raccolta differenziata, sono stati i principali esponenti dell’ associazionismo e della società civile etnei. Ne hanno discusso, in attesa di trasformare le idee più concrete in emendamenti, sono stati: Sebastiano Spina (ingegnere e componente dell’ associazione Zero waste Catania), Alfredo Tamburino (presidente del circolo Mediterraneo di Legambiente), Giuseppe Sgroi (estensore del Piano d’ azione per le energie sostenibili del Comune di Catania), avv. Lanza (Confconsumatori), Bruno Catara (dell’ ordine dei Chimici), Claudio Melchiorre (presidente del Movimento elettori e consumatori Mec), Achille Parisi (presidente di Feder consumatori), Riccardo Maggiore (chimico e rappresentante del Codacons), Giusy Pedalino (Wwf), Emanuele Bonomo (Adiconsum), Manuela Coci (Microbeco), Mario Francese (direttore IppoEngineering), Matteo Iannitti (Catania bene comune), Maurizio Caserta (presidente di Officine siciliane ed economista), Alfio Rapi sarda (ordine dei Biologi), Aurelio Di Fato (Officine siciliane), Maria Luisa Falcone (Ados), Tania Paternò Lavia (Italia nostra), Salvo Cocina (presidente di KalatAmbiente), Salvo Sambataro (Cittadinanzattiva). Nella seduta di ieri sera, in cui è stata ricordata in aula con un minuto di silenzio la figura di Marco Pannella, è stata poi rinviata la trattazione della delibera relativa all’ approvazione del Piano di intervento per la gestione integrata dei rifiuti.

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