14 Maggio 2016

Le maestre occupano la chiesa: non ci resta che il Papa

Le maestre occupano la chiesa: non ci resta che il Papa

• Davvero pronte a tutto le maestre precarie degli asili e dei nido della Capitale che protestano da cinque giorni contro il nuovo piano assunzioni di Tronca. Ieri mattina duran tela manifestazione dei dipendenti comunali indetta da Usb sotto Palazzo Vidoni, sede del Ministero della Pubblica Amministrazione si sono fronteggiate con le forze di polizia mentre tentavano di spostarsi in corso Vittorio Emanuele. Ci sono stati momenti di tensione male «pasionarie» non hanno mollato. In difesa del loro posto di lavoro hanno richiesto un incontro con il ministro Madia, che, a suo tempo, aveva assunto l’ impegno per un tavolo interistitizionale sul problema. In seguito si sono spostate su corso Vittorio e hanno «occupato» la chiesa di Sant’ Andrea della Valle. «Se il ministro si mostra insensibile, non ci resta che rivolgerci al Papa» ha dichiarato una di loro entrando nella chiesa. Dopo anni di precariato e con la prospettiva di essere tagliate fuori dal nuovo piano che prevede 360 assunzioni solo per concorso le lavoratrici chiedono la stabilizzazione epercorsi formativi «che permettano di entrare a far parte di graduatorie permanenti per la progressiva assunzione, scongiurando licenziamenti, disoccupazione, default e privatizzazione dei servizi». A rischio licenziamento sono, comunque, circa 5000 maestre e educatrici di nido precarie. Anche il Codacons è sceso ieri in piazza con loro. «Appoggiamo in pieno la protesta delle maestre e ci siamo uniti alla loro manifestazione di oggi per denunciare l’ assurdo fenomeno del precariato- ha detto il Presidente Carlo Rienzi- Da tempo abbiamo avviato una battaglia legale per ottenere l’ assunzione a tempo indeterminato delle maestre precarie e contestiamo duramente le scelte del Comune di Roma, che con il piano di assunzioni danneggia proprio chi è costretto a sottostare da anni alla piaga del precariato». Il caso delle maestre d’ asilo della Capitale è arrivato fino a Bruxelles. Un’ interrogazione al parlamento europeo sulla paradossale situazione in cui si trovano le maestre e le educatrici di Roma «per cavilli burocratici di Renzi e Tronca» è stata presentata dall’ onorevole Roberta Angelilli. Ed è pure partita la petizione popolare su Facebook.
 

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