Carife, Bper si sfila: restano i fondi
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fonte:
- La Nuova Ferrara
maiarelli (fondazione): brutta notizia. patto con i consumatori per i risarcimenti
La notizia meno gradita a tutti i portatori d’ interesse di Carife è arrivata ieri nel tardo pomeriggio, da Modena. L’ amministratore delegato di Banca Popolare dell’ Emilia Romagna, Alessandro Vandelli, ha comunicato nel corso di una conference call con gli analisti che la sua banca «non è interessata alle quattro piccole banche» salvate dal Fondo interbancario. Quindi, è stata la conferma informale giunta poco dopo, nemmeno alla sola Nuova Carife, per la quale era stata a suo tempo presentata una dichiarazione d’ interesse «per via di una certa continuità territoriale». Dossier chiuso, almeno per questa fase, visto che ieri scadeva il termine per la presentazione delle offerte non vincolanti. E le notizie che contemporaneamente giungono da Milano vanno nella stessa direzione, visto i rumors riferiscono di gruppi bancari che si sfilano e di una decina di offerte non vincolanti da parte, in sostanza, dei fondi di private equity. «La notizia della rinuncia di Bper non è una buona notizia» si è limitato a commentare il presidente della Fondazione, Riccardo Maiarelli. Se davvero fossero rimasti in pista i soli fondi, si avvicinerebbe lo scenario di una vendita in blocco delle quattro banche, il più gradito al presidente Roberto Nicastro. In ogni caso, si fa notare nella sede delle good bank, l’ acquirente dovrà dare garanzie nei confronti del territorio e sarà Bankitalia, anche in un secondo tempo, ad essere garante di questo patto. Ieri è stata anche la giornata della firma del patto tra una quindicina di associazioni dei consumatori e Nuova Carife (assieme alle altre tre), rappresentata da Nicastro e da Donata Monti. Il verbale serve a facilitare il ricorso sia all’ arbitrato che al Fondo interbancario che si occuperà dei rimborsi: «Le good bank s’ impegnano alla massima disponibilità nel presentare alle associazioni che ne fanno richiesta su mandato della clientela, tutte le documentazione necessarie alla costruzione del dossier, in maniera totalmente gratuita per i risparmiatori e secondo modalità e procedure (anche digitali) il più vicino possibile alle loro esigenze pratiche. Dal canto loro, le associazioni s’ impegnano a fornire alle banche informazioni dettgliate sui casi da trattare al fine del ricorso all’ arbitrato». Hanno firmato Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Asso-Consum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanza Attiva, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione nazionale consumatori. Resta fuori Codacons, «non avalliamo criteri di rimborsi discriminatori e sbagliati». Monti calcola sul 50-60% i risparmiatori che usufruiranno del rimborso automatico. (s.c.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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