Scandalo agenzie funebri, 20 arresti e oltre 150 indagati
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fonte:
- Avvenire
CAGLIARI Venti ordinanze di custodia cautelare e 168 persone indagate per un giro d’ affari superiore al mezzo milione di euro. Sono alcuni dei dati di una vasta operazione della Procura della Repubblica di Cagliari condotta con l’ ausilio di oltre 150 carabinieri di Cagliari, Quartu, Dolianova, Sanluri, Iglesias, Narcao e Isili e del Comando provinciale. L’ indagine, denominata ‘Caronte’, ha portato ai domiciliari una ventina di persone addette alle camere mortuarie dei principali ospedali di Cagliari. Secondo quanto accertato gli indagati si occupavano di sbrigare le pratiche per le persone appena defunte nei nosocomi del capoluogo senza averne alcun diritto, indicando le agenzie funebri alle quali le famiglie avrebbero dovuto rivolgersi e arrivando a chiudere le bare prima del tempo previsto dalla legge, tutto in accordo con alcune agenzie funebri, i cui titolari per poter avere la priorità sui servizi pagavano dai 20 ai 200 euro a defunto. Un business che è stato stroncato grazie alla denuncia dei titolari di un’ agenzia funebre che non volevano sottostare al ricatto dei necrofori, questi ultimi, grazie a questo stratagemma, potevano contare fino a 1.500 euro di extra rispetto al loro stipendio. I carabinieri di Cagliari, dopo due anni di indagini e decine di filmati realizzati, hanno fatto scattare l’ operazione che ha portato ai domiciliari i necrofori con l’ accusa di induzione indebita, peculato, truffa aggravata e falso. Le indagini hanno permesso di scoprire una gamma di favori che andava dalla vestizione della salma, di cui dovevano occuparsi le agenzie, alla falsificazione dei registri per accellerare la prassi burocratica e consentire il ritiro della salma prima del tempo previsto dal regolamento di polizia mortuaria ovvero non prima di 15 ore dal decesso. Le immagini registrate dalle forze dell’ ordine hanno testimoniato come lo scambio di denaro avvenisse anche a bara ancora aperta, oppure il contante venisse lasciato in salvadanai negli uffici dei necrofori. Inoltre è risultato che alcuni degli addetti delle camere mortuarie, nonostante la presenza delle telecamere di cui erano a conoscenza, grazie alla complicità dei colleghi strisciavano il loro badge, per garantirsi giorni liberi non dovuti e, mentre figuravano in servizio, potevano dedicarsi ad una seconda attività come pesca o allevamento. Spesso alcuni necrofori mettevano a disposizione la camera mortuaria più grande in modo tale che fosse necessario un addobbo floreale più consistente e l’ agenzia avrebbe dato un’ indicazione in tal senso alla famiglia del defunto, incrementando così i propri guadagni. Quella scoperta secondo i Carabinieri non è una associazione a delinquere ma un gruppo dedito ad un malcostume diffuso, ed il Codacons nazionale ha chiesto di aprire delle indagini in tutti gli ospedali d’ Italia. «Fin dal 2001, quando lo scandalo scoppiò a Torino, il Codacons denunciò come le tangenti delle camere mortuarie riguardassero tutto il territorio nazionale – spiega il presidente Carlo Rienzi -. Il business del caro estinto genera un giro d’ affari annuo di oltre tre miliardi e mezzo di euro per più di 5.000 imprese funebri. Per questo chiediamo, alla luce degli ultimi avvenimenti, indagini a tutto campo negli ospedali italiani, allo scopo di accertare altri giri di tangenti a danno dei cittadini». RIPRODUZIONE RISERVATA.
roberto comparetti
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