6 Maggio 2016

Gli sprechi della Pubblica amministrazione

Gli sprechi della Pubblica amministrazione Gli sprechi della Pubblica amministrazione nell’acquisto di beni
materiali costano ogni anno 30 miliardi, 1.250 euro a ogni singola
famiglia

 

(Sesto Potere) – Roma – 6 maggio 2016 – Il piano di razionalizzazione degli acquisti della P.A. previsto dal Protocollo d’intesa tra Mef, Anac e Consip annunciato dal Ministero dell’economia, è un piccolo passo verso il miglioramento della spesa ma ancora non basta. I 2 miliardi di euro di risparmi che il piano dovrebbe garantire, sono ancora lontani dal coprire i 30 miliardi di euro sprecati all’anno da enti pubblici centrali e locali nelle spese più diverse: dalla benzina ai computer, passando per telefonini e carta, a prezzi ben superiori rispetto a quelli convenzionati stabiliti dalla Consip, la centrale acquisti della Pubblica amministrazione italiana.

Lo afferma il Codacons, che denuncia come gli enti locali riescano spesso ad eludere i prezzi centrali fissati dalla Consip.
«Dalla benzina ai computer, passando per telefonini e carta, gli enti pubblici centrali e locali riescono ad eludere le convenzioni e acquistano a prezzi ben superiori rispetto a quelli stabiliti dalla Consip – denuncia il Presidente Carlo Rienzi – In base ai conti elaborati dal Codacons su dati del Tesoro, gli enti pubblici arrivano a spendere il 13,6% in più per i carburanti, il 25,8% in più per un personal computer, il 22,6% in più per la telefonia, il 38% in più per una fotocopiatrice, fino ad arrivare al 68,2% in più di spesa per una stampante».

«Per tale motivo – aggiunge il Codacons –  i 2 miliardi di risparmi annunciati dal Ministero dell’economia non bastano; occorre tagliare gli sperperi negli acquisti pubblici e azzerare i 30 miliardi di euro sprecati ogni anno dalla Pubblica amministrazione nell’acquisto di beni materiali , che costano ogni anno 1.250 euro a ogni singola famiglia italiana».

«Per questo su una spesa totale per l’acquisto di beni e servizi pari a 127 miliardi di euro annui — spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons — gli sprechi della Pubblica amministrazione arrivano a circa 30 miliardi di euro all’anno, soldi che potrebbero essere risparmiati e investiti per ridurre la pressione fiscale o sanare i conti pubblici. Gli enti pubblici usano stratagemmi per acquistare prodotti fuori convenzione, in modo da non dover sottostare ai prezzi fissati dalla Consip, pur potendo scegliere pc, stampanti e fotocopiatrici a tariffe più basse di quelle di mercato. Si tratta di un terreno torbido per il quale chiediamo una indagine approfondita da parte del ministero dell’Economia e della Corte dei conti, considerato il danno alla collettività pari a 1.250 euro a famiglia all’anno».

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