Banche fallite, rimborsi e arbitrato: le cose da sapere
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fonte:
- Panorama
Gli
acquirenti di bond subordinati di Banca Etruria, Marche, CariChieti e
CariFe avranno indietro non più dell’80% del capitale. E solo a certe
condizioni
Andrea Telara Dure prese di posizione ci sono state da parte delle associazioni come l’Adusbef e Federconsumatori, che difendono i diritti dei risparmiatori truffati e che già da tempo hanno avviato una raccolta di adesioni per fare causa alle banche. Anche il Codacons è sul piede di guerra e ha annunciato che farà ricorso al Tar contro il decreto del governo che stabilisce le procedure dei rimborsi, allo scopo di chiederne l’annullamento tramite la Corte Costituzionale.
Non più dell’80% dei soldi investiti. E’ quanto possono sperare di riavere indietro dal governo i risparmiatori rimasti vittime dei crack dei 4 istituti di credito falliti alla fine del 2015: Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara. Dopo mesi di attesa, l’esecutivo guidato da Matteo Renzi ha finalmente approvato un decreto in cui è scritto nero su bianco chi potrà ricevere i risarcimenti per aver investito nei bond subordinati di queste 4 banche, che si sono trasformati in carta straccia dopo il crack. Gli indennizzi saranno però legati ad alcune condizioni. Ecco, di seguito, una panoramica su come funzioneranno le procedure.
Chi avrà i rimborsi subito
Una corsia preferenziale è prevista per gli investitori che hanno un reddito inferiore a 35mila euro annui lordi (poco meno di 2mila euro netti al mese) o hanno destinato ai bond delle 4 banche fallite un capitale inferiore a 100 mila euro. L’altra condizione è che l’investimento nei titoli sia avvenuto prima del 12 giugno 2014.
Quanti soldi avrà
Per chi rispetta le condizioni previste nel paragrafo precedente, gli indennizzi saranno automatici. Il capitale rimborsato non sarà però integrale ma pari all’80% di quanto investito inizialmente. Da questa percentuale, va poi decurtata un’altra quota, corrispondente alla differenza tra il rendimento dei bond acquistati e quello medio dei titoli di stato. Esempio: se le obbligazioni comprate hanno reso per 4 anni l’1% annuo in più rispetto ai Buoni del Tesoro, dalla cifra restituita verrà decurtata un’ulteriore quota del 4%.
Chi andrà davanti all’arbitro
Chi non possiede i requisiti esposti in precedenza (cioè ha un reddito superiore a 35mila euro annui lordi o ha investito nei bond più di 100mila euro), non avrà un indennizzo automatico. A stabilire se il risparmiatore è stato truffato dalla banca o meno, sarà infatti un Arbitro, che opererà presso l’authority anti-corruzione presieduta da Raffaele Cantone. La procedura di arbitrato sarà gratuita e ci saranno 4 mesi di tempo per accedervi. Il pronunciamento finale avverrà poi entro i successivi 4 mesi dalla presentazione dell’istanza da parte dei risparmiatori.
Le reazioni dei consumatori
Dure prese di posizione ci sono state da parte delle associazioni come l’Adusbef e Federconsumatori, che difendono i diritti dei risparmiatori truffati e che già da tempo hanno avviato una raccolta di adesioni per fare causa alle banche. Anche il Codacons è sul piede di guerra e ha annunciato che farà ricorso al Tar contro il decreto del governo che stabilisce le procedure dei rimborsi, allo scopo di chiederne l’annullamento tramite la Corte Costituzionale.
Non più dell’80% dei soldi investiti. E’ quanto possono sperare di riavere indietro dal governo i risparmiatori rimasti vittime dei crack dei 4 istituti di credito falliti alla fine del 2015: Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara. Dopo mesi di attesa, l’esecutivo guidato da Matteo Renzi ha finalmente approvato un decreto in cui è scritto nero su bianco chi potrà ricevere i risarcimenti per aver investito nei bond subordinati di queste 4 banche, che si sono trasformati in carta straccia dopo il crack. Gli indennizzi saranno però legati ad alcune condizioni. Ecco, di seguito, una panoramica su come funzioneranno le procedure.
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