1 Maggio 2016

Carife, ‘vittime’ in piazza per protesta

Carife, ‘vittime’ in piazza per protesta
ieri volantinaggio dell’
ala dura dei risparmiatori: decreto rimborsi senza senso. federconsum:
vedremo quanti accettanorisparmio tradito»il provvedimento del governo
divide i sindacati

È stata la giornata della delusione e dell’ ira, quella di ieri, per i risparmiatori Carife. Ancora in silenzio i rappresentanti dei due gruppi organizzati, Amici Carife e Azzerati Carife, che dopo la manifestazione del Teatro Comunale forse speravano in una mossa più incisiva del governo, la scena è stata presa dall’ ala più radicale del movimento, che già aveva contestato pesantemente il viceministro Morando. Ieri pomeriggio sono scesi in piazza una decina di azzerati che fanno riferimento più all’ associazione nazionale Vittime del Salva-banche che ai gruppi ferraresi, organizzatori già prima del decreto di un presidio di protesta in piazza Municipale per sabato 7 maggio. Qualche volantino distribuito tra piazza Castello e Casa Cini, un tentativo respinto di penetrare nel cortile del Castello («ci hanno detto che con o senza autorizzazione non ci facevano entrare»), e appuntamento per tutti alla riunione organizzativa del 3 maggio a Casa Cini. I toni sono forti: «Soddisfatti dal decreto? Può immaginarselo, i criteri che hanno indicato non hanno senso – spiega Milena Zaggia, azzerata come azionista e con una richiesta di rientro del fido per l’ azienda del marito – C’ è un “divide et impera” tra di noi, una guerra tra poveri, che non tiene conto di una cosa: Ferrara è stata impoverita con una perdita di 450 milioni che tocca soprattutto gli azionisti». L’ obiettivo delle Vittime è «rinsaldare il rapporto con gli azzerati delle altre banche, che si è un po’ perso», e preparare azioni legali: si affideranno ad un avvocato che sta tutelando gli azionisti bastonati di Popvicenza. Parlano di «risparmiatori umiliati e presi in giro dai criteri» dei rimborsi, i Codacons di Carlo Rienzi, che invitano gli obbligazionisti «a prendere contatti con la nostra associazione per far cadere sul governo una valanga di ricorsi». È in sostanza anche la linea di Federconsumatori e Adiconsum a livello nazionale, mentre Roberto Zapparoli, presidente provinciale di Federconsum, è meno drastico nei confronti del decreto: «La nostra posizione era e resta la tutela integrale dei risparmiatori, ora vedremo, già a partire dai prossimi incontri, con quale stato d’ animo gli obbligazionisti, soprattutto quanti già disperavano di recuperare i loro soldi, accoglieranno la possibilità di rimborsi automatici per il 70-80%. Quanti rientrano nei paletti del governo? Non lo sappiamo, cercheremo di capirlo nei prossimi giorni». Piazza Verdi ha in calendario appuntamenti fino a settembre, sia di azionisti che di obbligazionisti, e si prepara ad istruire pratiche per tutti gli scenari: automatismi, arbitrati e cause, «abbiamo l’ impressione che saranno tante» chiude Zapparoli. Gli indennizzi dividono anche i sindacati dei dipendenti bancari. Mentre la Fisac Cgil parla, a livello nazionale, di «passo importante per i risparmiatori», puntando soprattutto sulla sparizione del tetto da 100mila euro, la First Cisl si dice «preoccupata per la parzialità del decreto. Riteniamo discutibili le soglie di reddito e di patrimonio visto che il riconoscimento di un diritto di credito prescinde dalla condizione economica o patrimoniale dell’ investitore». Per la First Cisl sarebbe stato meglio riconoscere ai risparmiatori retail un titolo con diritti patrimoniali derivati dal loro investimento. Il decreto di venerdì andrà convertito in Parlamento e, probabilmente, accompagnato da provvedimenti applicativi. In teoria c’ è, insomma, lo spazio per modifiche, e qui peseranno le indicazioni del Pd anche a livello locale. Stefano Ciervo ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
stefano ciervo

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