1 Maggio 2016

«DECRETO REBUS»

«DECRETO REBUS»

di SERGIO ROSSI «FACCIO UN ESEMPIO: seguiamo in Federconsumatori 1500 obbligazionisti, ma le pratiche istruite sono 900». Quasi la metà di meno, illustra Pietro Ferrari che dell’ associazione è presidente: «E questo perchè tanti investimenti sono cointestati, a marito, moglie, oppure con un figlio. Che succede in questi casi? Il reddito va cumulato oppure no? E’ chiaro che la differenza è abissale e se ci fosse il cumulo dagli automatismi uscirebbero molti risparmiatori. Idem vale per il patrimonio mobiliare». Si ragiona il giorno dopo sui contenuti del decreto che ha fissato le regole per i rimborsi ai subordinatisti che hanno perso tutto con il decreto salva-banche del novembre scorso. «L’ associazione sarebbe chiusa, ma siamo comunque tempestati di telefonate, senza considerare chi viene di persona per chidere chiarimenti». Insomma, nessuno riesce ancora a dare un giudizio compiuto sul decreto varato dal governo e con il passare delle ore i dubbi si infittiscono invece di dissiparsi. Ancora Ferrari: «Il governo si è trovato di fronte una strada obbligata e doveva per forza scegliere il doppio binario, da una parte il risarcimento automatico e dall’ altra l’ arbitrato. Ed era logico attendersi che non ci potesse essere ristoro integrale per tutti, saremmo di nuovo ricaduti nelle forche caudine delle regole europee sull’ aiuto di stato Ma in mezzo alle novità positive ci sono zone d’ ombra che soltanto le circolari interpretative potranno chiarire. E un altro aspetto riguarda i tempi: quali procedure per l’ arbitrato? Chi dovrà presentare la documentazione, la banca o il singolo investitore?». FEDERCONSUMATORI sta già organizzandosi: «Convocheremo una quindicina di assemblee con un centinaio di obbligazionisti alla volta per dare informazioni di servizio su cosa fare e come bisogna muoversi. Ci muniremo di slides e accompagneremo il tutto con la presenza degli esperti». Ma la delusione sta montando. Codacons e Adusbef considerano «irricevibile e discriminatorio» il provvedimento governativo. E che il clima non sia dei migliori, lo dimostra la manifestazione indetta per oggi dalla Federconsumatori: in occasione della festa del lavoro, gli obbligazionisti si unirano con cartelli e slogan all’ iniziativa promossa in città dalla Cgil. Il decreto dunque non ha tagliato la testa al toro come dimostra anche la bagarre politica che si è scatenata, con accuse in serie che arrivano dai partiti che si oppongono a Renzi. Questa vicenda infinita è così destinata ad allungarsi chissà fino a quando.

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