29 Aprile 2016

Carife, prima la vendita poi la sentenza ‘azzerati’

Carife, prima la vendita poi la sentenza ‘azzerati’
L’ acquirente non
saprà nulla degli eventuali indennizzi a Fondazione e azionisti Intanto
il valore della nuova banca è sceso a 168 milioni per gli oneri di
rilancioRISPARMIO TRADITO»OGGI IL DECRETO RISARCIMENTITar, i soci
alleati della Fondazionetagliani e altri

Al ricorso si è aggiunto un gruppo di professionisti guidato dal sindaco Tagliani: Giuliano Guidi, Enzo Cavallari, Bruno Lenzi, Massimo Maiarelli, Francesca Natali, Stefania Benvenuti, Enzo Zanardi, Luca Foscardi, Gianni Negrini, Silvia Pivetti, Renato Marescotti, Andrea Guidi, Fabrizio Ferroni, Alberto Gentili, Renato Chiaveri, Marco Felloni, Cristiano Ferrari, Associazione piccoli azionisti Carife, Unindustria Ferrara. Poi Maurizio Bressan e il Codacons. Gli acquirenti di Nuova Carife si ritroveranno padroni di una banca senza conoscere l’ entità del contenzioso su indennizzi e risarcimenti derivati dalla risoluzione del novembre 2015. L’ operazione di vendita, infatti, dovrà essere completata entro settembre, come ha ribadito il presidente Roberto Nicastro sulla Stampa, mentre in contemporanea la commissaria Ue Margrethe Vestager, su Repubblica, annunciava che stavolta la scadenza precisa non sarà annunciata, per spuntare un prezzo migliore. La decisione del Tar del Lazio sul ricorso della Fondazione Carife, la “madre” di tutti i contenziosi da parte degli azzerati (Palazzo Crema per la sua quota azionaria), è invece fissata per il 4 ottobre, a Nuova Carife già inserita nel gruppo acquirente. In questa maniera il prezzo di vendita della banca non potrà essere intaccato dalle perdite da mettere in conto per un’ eventuale sentenza favorevole alla Fondazione, che punta ormai ufficialmente ad un forte indennizzo da determinare già in sede di Tar (si parla di diverse decine di milioni di euro), e che farebbe nel caso da pivot per valanghe di cause civili quantomeno da parte degli azionisti. I primi, che beneficeranno subito di una sentenza favorevole, sono i professionisti guidati dal sindaco Tiziano Tagliani, che si sono associati ad adiuvandum al ricorso; gli altri dovranno seguire percorsi più tortuosi. Resta naturalmente da vedere come il Tar si comporterà nei confronti del nuovo soggetto, anche perché manca ancora un tassello fondamentale per i risparmiatori: il riconoscimento della continuità aziendale da vecchia a Nuova Carife, premessa per la successiva estensione delle responsabilità al futuro acquirente. Il primo step ha già il timbro dell’ Agenzia delle entrate, ma non è mai stato compiuto su di un atto giudiziario. L’ entità del contenzioso dipende per una fetta importante dai contenuti del decreto sui risarcimenti agli obbligazionisti, che verrà alla luce oggi dopo mesi di gestazione. Gli oltre 4mila bondisti azzerati di Carife dovrebbero essere ammessi quasi in toto al rimborso automatico, rientrando nel novero di chi ha acquistato prima dell’ agosto 2013, resta da capire l’ impatto delle limitazioni su entità dell’ investimento e reddito. Ieri è intanto arrivata una notizia probabilmente correlata all’ ingiunzione dello stesso Tar del Lazio, a depositare cioè i conti definitivi della risoluzione prima della sentenza, proprio perché questa valutazione era finalizzata «a fornire elementi utili per la decisione di ripristinare, in tutto o in parte, il valore dei diritti degli azionisti o dei creditori». La relazione dei valutatori indipendenti sul valore nelle nuove good bank, consegnata al Fondo di risoluzione, indica infatti in 422 milioni il costo di ristrutturazione delle 4 banche, dei quali 23 per Nuova Carife, il cui valore scende quindi a 168 milioni. Stefano Ciervo ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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