28 Aprile 2016

Un lungo elenco di sviste e incidenti la proposta: colorare i liquidi pericolosi

Un lungo elenco di sviste e incidenti la proposta: colorare i liquidi pericolosi

IL FENOMENO ROMA Nei bar e nei ristoranti è una svista che capita spesso. Il detersivo per le stoviglie, trasparente e da diluire in acqua, viene conservato in bottiglie identiche a quelle accatastate nei frigoriferi e accanto al lavello. I cambi di turno di camerieri e baristi provocano incidenti che, in alcuni casi, causano danni irreparabili. La bevanda “avvelenata” viene infatti scambiata dai colleghi in servizio per normale minerale, e viene quindi servita ai clienti. Basta un sorso per riportare lesioni gravissime dalla bocca alla gola, dall’ esofago fino allo stomaco e all’ intestino. Non si tratta di casi isolati e incredibili. L’ episodio accaduto due giorni fa nel bar del Prenestino è solo l’ ultimo in ordine di tempo. Il meccanico di 58 anni che ha bevuto da una bottiglietta ora rischia la vita. Mentre le indagini sono in corso, la Procura ha iscritto sul registro degli indagati il titolare del locale, con l’ accusa di lesioni colpose. «UNA CATTIVA PRASSI» Incidenti di questo tipo, purtroppo, non sono rarissimi. Lo racconta il comandante dei Nas, Dario Praturlon: «Abbiamo ricevuto alcune segnalazioni. Il problema è che spesso nei locali viene seguita una cattiva prassi, che è vietata». Il comandante si riferisce all’ abitudine di conservare sostanze corrosive in bottiglie identiche a quelle destinate alla clientela. «Capita spesso, lo facciamo sempre notare e diciamo che ci sono dei divieti in merito, cerchiamo di fare una campagna di sensibilizzazione», continua il militare. Anche il Codacons si è espresso sulla vicenda. «È l’ ennesimo episodio che si registra nella Capitale e che allunga l’ elenco di soggetti che hanno subìto lesioni dopo aver bevuto acqua in un pubblico esercizio – ha denunciato il presidente Carlo Rienzi – Chiediamo un’ ordinanza comunale che imponga ai locali di tingere i liquidi pericolosi con colori accesi, in modo da renderli immediatamente riconoscibili». LA CARAFFA MAL RISCIACQUATA In effetti, casi simili sono già finiti al vaglio della Procura capitolina. Lo scorso anno due bimbi di 7 e 8 anni sono arrivati al pronto soccorso in gravi condizioni. Erano al tavolo con mamma e papà, per trascorrere una serata in famiglia in uno dei ristoranti più noti di Trastevere, “Ai Marmi”. Hanno bevuto da una caraffa che era stata risciacquata male e che conteneva tracce di detersivo. Ora, con l’ accusa di lesioni colpose gravi e somministrazione di cibi nocivi, il titolare del locale e il responsabile della cucina rischiano di finire sotto processo. La stessa contestazione è mossa nei confronti del gestore di un bar in via Flaminia, che ha sbagliato bottiglia e ha servito a un’ avventrice una bevanda a base di soda caustica. Michela Allegri © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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