Bper torna in pista e ad Ancona c’ è Nicastro
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fonte:
- Corriere Adriatico
il gruppo di modena studia le cifre di nuova banca marche. il presidente delle quattro good bank domani in confindustria
MARIA CRISTINA BENEDETTI Ancona Ventisei manifestazioni d’ interesse e una tabella di marcia rivista e corretta. La vendita delle quattro good bank, nate dalle ceneri di Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti, si farà entro settembre. Roberto Nicastro, il presidente unico degli istituti di credito salvati per decreto e per volere del Governo, fissa la ripartenza: «A metà maggio le offerte non vincolanti: a quel punto alcune saranno ammesse alla data room. Per inizio luglio ci aspettiamo le offerte vincolanti». A settembre si chiude, o almeno si dovrebbe. Nicastro – che domani pomeriggio sarà ad Ancona in Confindustria per il primo forum Marche Imprese – conferma su tutta la linea: “L’ Unione europea avrebbe voluto concludere entro il 30 aprile, ma sono sereno sulla proroga e altre proroghe non ne immagino”. Resetta, il presidente, e sfrutta il passaggio per tracciare un bilancio dei suoi primi cinque mesi sul ponte di comando: «Di fatto abbiamo 500 milioni di nuovi mutui e 4,5 miliardi di rinnovi e nuovi fidi. Di questi metà riguardano Banca Marche, un quarto Banca Etruria e il resto diviso, più o meno equamente, tra Ferrara e Chieti». Menzione speciale per la jesina con quartier generale a Fontedamo e un passato prossimo da controllata a vista (dai commissari) per via di un buco di bilancio da oltre un miliardo. «Si tratta – riprende il filo Nicastro – di 4.000 mila famiglie che hanno preso un mutuo e di 30 mila imprese che hanno avuto accesso al credito tra fidi e rinnovi». Si torna a fare banca, se non altro si tenta. Manifestazioni d’ interesse C’ è chi sale e c’ è chi scende nel borsino del chi-comprerebbe- cosa. Cariparma indietreggia. La controllata italiana di Credit Agricole si affida all’ immancabile portavoce per rispedire al mittente le indiscrezioni del caso: «Non abbiano nessun dossier sul tavolo riguardo le quattro banche». Capitolo chiuso. La Banca Popolare dell’ Emilia Romagna, invece, stringe sulle good bank: l’ istituto ha ricevuto da Bankitalia l’ information memorandum e il tema verrà discusso oggi dal Cda. Bper sembrerebbe confermare l’ attenzione per Carife per la quale già a gennaio aveva presentato una manifestazione d’ interesse. Non è escluso, tuttavia, che il gruppo modenese analizzi anche i numeri di Bm: la vicinanza territoriale potrebbe deporre a favore. Ma c’ è un’ ipotesi che prevale su tutte: i fondi esteri rappresentano la maggior parte degli interessati, una tesi che trova sostegno nella recente intervista di Nicastro sul Financial Times . Della serie: il presidente predilige interlocutori esteri. Più attratti dall’ acquisto in blocco che a spacchettare l’ affare, nel “gruppo dei ventisei” ci sarebbero private equity internazionali come Bp Partners, Blackstone, Apollo, Oaktree, Centarbridgc e Lone Star. Partita aperta. La posizione del Tar Prende tempo, perché vuole vederci chiaro. Entro un mese la Banca d’ Italia dovrà depositare al Tar del Lazio l’ atto di valutazione definitiva relativa alla procedura che ha portato all’ azzeramento del valore dei titoli dei quattro istituti di credito salvati. L’ ha deciso il tribunale amministrativo con una serie di ordinanze istruttorie stabilite dopo la discussione nel merito dei nove ricorsi proposti dal Codacons, dalle Fondazioni bancarie e da alcuni soci per contestare la legittimità del decreto salva banche. Il Tar ha chiesto a Bankitalia anche «una relazione integrativa circa lo stato del procedimento successivo alla valutazione definitiva, comprensivo di eventuali sopravvenienze», fissando al 4 ottobre la nuova udienza di merito. A proporre il ricorso amministrativo sono state anche le Fondazioni Cassa di Risparmio di Jesi, Fano e Pesaro. Il decreto A un passo dal traguardo. Col sigillo del premier Renzi: «Venerdì incontriamo a Palazzo Chigi il vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden, mentre nel pomeriggio si tiene il Consiglio dei ministri». In agenda è scritto chiaro: al centro dell’ incontro ci saranno le misure per il settore del credito e i rimborsi per i truffati delle quattro banche. Ma a conto alla rovescia quasi concluso, non sarebbero del tutto definiti i criteri per regolare il ristoro per i 10.559 correntisti delle vecchie banche che hanno visto andare in fumo 329 milioni di obbligazioni subordinate col salvataggio di novembre degli istituti. Per calibrare la scelta del doppio binario automatismo/arbitrato vanno inseriti parametri a cui ancorare l’ indennizzo: dovrebbero riguardare sia il reddito sia l’ investimento in bond subordinati. Di sicuro la capienza del fondo sarà aumentata, passando almeno a 250-280 milioni, anche se ancora non è escluso che si possa arrivare più vicino ai 300. Gli indennizzi quindi non necessariamente saranno integrali, e in ogni caso non per tutti. A rimanere fuori potrebbero essere i clienti retail che hanno acquistato le obbligazioni essendo però correntisti di altri istituti, o chi le ha riacquistate sul mercato secondario: si tratta di altri 1.900 risparmiatori che possedevano bond subordinati per 102 milioni. Niente salvataggio. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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