19 Aprile 2016

«Automobilisti dal prefetto per far stracciare le sanzioni Lì vale il silenzio assenso»

«Automobilisti dal prefetto per far stracciare le sanzioni Lì vale il silenzio assenso»
se entro 210 giorni non risponde, ricorso accettato

– MILANO – MULTE da autovelox. Ricevere il verbale è sempre una doccia fredda. C’ è chi si riconosce “colpevole” e paga la multa, chi cerca un escamotage per evitare di mettere mano al portafoglio nonostante riconosca l’ errore e poi chi si ritiene vittima di un’ ingiustizia. E allora vai col ricorso. Alle porte del Codacons sono in tanti a bussare per chiedere consiglio. E Nicola Castiglioni, consulente, esamina caso per caso. Cosa c’ è da osservare, per prima cosa? «Controlliamo se i termini della notifica della multa (90 giorni) sono stati rispettati, se la notifica è avvenuta regolarmente e se c’ è un difetto di segnaletica. Anche se l’ apparecchio elettronico è stato controllato, se ci sono errori nella targa o se la foto mostra che non era possibile, per l’ automobilista, agire diversamente. Ci sono tanti elementi da considerare». La questione interpretativa dei 90 giorni ha portato a svariati annullamenti… «Riteniamo debbano partire dalla data del fatto e concludersi quando viene notificata la sanzione amministrativa». Il trend notato? «Ultimamente si sceglie più il prefetto del giudice di pace». Per quale motivo secondo lei? «Perché in genere passa più tempo per ricevere una risposta. Il termine è 210 giorni da quando si invia il ricorso e, se la risposta non arriva entro quel termine, il ricorso si intende automaticamente accolto. Vale il silenzio-assenso. Ma è solo una possibilità e non è detto che ciò accada. Se il prefetto risponde negativamente, si paga però il doppio della sanzione. Ma si può fare ricorso successivamente al giudice di pace. Chi è convinto che la multa sia illegittima per una questione di merito, solitamente preferisce rivolgersi subito al giudice di pace. In questo caso il ricorso va presentato entro 30 giorni (mentre per il prefetto ci sono 60 giorni). Se vince, il ricorrente riceve anche il rimborso delle spese (solitamente il contributo unificato di 43 euro)». M.V.

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